Hideo Okuda - Prima neve a Tomazawa - Rizzoli
trad. Asuka Ozumi
Tomazawa, una cittadina dell'Hokkaido, un tempo fiorente per le miniere e l'agricoltura, è ormai abbandonata dai giovani, che cercano il futuro altrove.
Chi è rimasto continua a vivere adattandosi alla situazione e sperando nella coscienza storica e sociale dei primogeniti, a cui lasciare attività e prosieguo della famiglia, senza, però, reprimere il desiderio, per essi, di una vita migliore.
Il ritorno di alcuni di questi giovani nella terra natia con l'intenzione di restare e di farla rifiorire, entusiasma la comunità, che si risveglia e contribuisce, attivamente, ai progetti.
Il racconto dei fatti ha come fulcro il negozio di barbiere di Yasuhiko Mukōda, a sua volta subentrato, di ritorno, nell'attività paterna, il cui figlio, Kazumasa, dopo aver studiato e lavorato a Sapporo, decide di voler fare il barbiere, ed è intenzionato a guadagnare i soldi per pagarsi la scuola per accedere con preparazione a questa attività.
La storia si dipana in sei episodi, distribuiti nell'arco di poco più di un anno, in cui vengono raccontati fatti, pensieri, azioni, di una intera cittadina, dove tutti si conoscono e tutti vivono in simbiosi l'uno con l'altro, pur nella propria individualità.
Vengono affrontati i problemi di tutti i giorni di una simile comunità: dalla carenza di giovani, donne in particolare, alla assistenza agli anziani, dalla penuria di trasporto pubblico per coprire le distanze, alle proposte di incrementare commercio e turismo.
Per migliorare la situazione generale, c'è quindi bisogno di apportare nuova linfa, mentale e materiale, nel tessuto sociale e nel vissuto collettivo, e nonostante tutte le difficoltà pratiche, chi è tornato è disposto a lavorare alla rinascita di Tomazawa.
Scritto con una leggerezza rilassante, ma forse proprio per questo coinvolgente, Prima neve a Tomazawa è un romanzo focalizzato sì sulla vita rurale giapponese, ma che offre spunto per essere adattato a qualsiasi altra regione analoga del mondo.
Le riflessioni sulla vita, sulla socialità, travalicano i confini e sono adattabili ad altri contesti, perché, se è vero che viviamo di differenze, è altrettanto vero che siamo tutti uguali nel considerarci parte di un passato, di un presente, di un futuro.
Senza dimenticare che in ogni, anche grande, comunità, si identificano le cellule base di essa, che, pur se non identiche, sono uguali dappertutto.
Prima neve a Tomazawa è un romanzo gradevole alla lettura e capace di sollecitare riflessioni piacevolmente.
E' uno scorcio di vita, particolare ma generalizzabile, sulle scelte, consapevoli o forzate, che spingono ad adattarsi ad una nuova concezione delle cose senza però perdere i valori che rafforzano e sostengono.





