lunedì 27 aprile 2026

Sorridi!

"Sorridi di più!"
"Quando sorridi sei più bella!"
"Il sorriso aiuta!"
"Sorridi!".
Beh, no.
No.
Perché il sorriso è quanto di più intimo -dopo il bacio- esista.
E' un aprire il cuore, l'animo, ma anche il corpo, attraverso l'espressione, all'altro.
E quest'altro deve meritare un simile dono.
Dono che, a volte, può essere gratuito e spassionato, ma mai buttato lì per abitudine, per mero apparire.
In 'Stelle' sorridono.
Sì, ma mai a casaccio, mai senza motivo.

di visioni del Giappone

Ancora il Giappone, ancora due interpretazioni di esso.
Prima neve a Tomazawa e Un viaggio chiamato vita: il contrasto fra la campagna e la città.
In Prima neve a Tomazawa, la campagna vuole riprendersi il suo posto, non contrastare il potere della città, ma non cedere il proprio.
In Un viaggio chiamato vita, la città, fagocitata da se stessa, rimpiange i valori di associazione, di legame fra gli individui, della campagna.
Due visioni molto reali, e, in fondo, simili, di un Paese dove i due aspetti dello stesso, quello ultramoderno e quello strettamente tradizionale, continuano però ad esistere e ad essere percepiti, considerati, vissuti, da ogni abitante.

'Un viaggio chiamato vita'

 Banana Yoshimoto  - Un viaggio chiamato vita -  Feltrinelli 2012
                                    trad. Gala Maria  Follaco

Una narrazione per immagini, raccontate una per una, che hanno per argomento il viaggio.
Tre lunghi capitoli che racchiudono, ognuno, un aspetto di esso.
Il primo, il viaggio come spostamento e visita di un luogo non conosciuto.
Il secondo, il luogo come sensazione scatenata in chi lo vive.
Il terzo, il ricordo del luogo e della sensazione provata in esso.
Dalla situazione più generale, il primo capitolo, si passa nel secondo a quella più personale per raggiungere nel terzo quella intima, che è propria e universale.
E' così che l'autrice ci fa viaggiare con lei attraverso descrizioni, sensazioni, pensieri, ricordi, che sono sì personali, ma che possono adattarsi al vissuto di chiunque attraverso l'adattamento, il filtro, delle esperienze personali similari vissute.
Il racconto, proprio perché in tre fasi, in tre livelli, ripropone episodi particolari nelle tre versioni, nelle tre analisi, ma questo non si percepisce come una ripetizione quanto come un approfondimento che arricchisce e completa la trattazione del tema.
'Un viaggio chiamato vita' non è un diario, ma una riflessione meditata, coordinata, scomposta e riassemblata secondo un ordine nuovo, di un periodo di tempo non isolato ma inserito nel continuo del vissuto, che, per come è impostata, può espandersi ed inglobare passato, presente e futuro, fornendo una chiave di interpretazione di esso valida, interessante, condivisibile.

sabato 11 aprile 2026

Prima neve a Tomazawa

 Hideo Okuda  - Prima neve a Tomazawa - Rizzoli
                        trad. Asuka Ozumi

Tomazawa, una cittadina dell'Hokkaido, un tempo fiorente per le miniere e l'agricoltura, è ormai abbandonata dai giovani, che cercano il futuro altrove.
Chi è rimasto continua a vivere adattandosi alla situazione e sperando nella coscienza storica e sociale dei primogeniti, a cui lasciare attività e prosieguo della famiglia, senza, però, reprimere il desiderio, per essi, di una vita migliore.
Il ritorno di alcuni di questi giovani nella terra natia con l'intenzione di restare e di farla rifiorire, entusiasma la comunità, che si risveglia e contribuisce, attivamente, ai progetti.
Il racconto dei fatti ha come fulcro il negozio di barbiere di Yasuhiko Mukōda, a sua volta subentrato, di ritorno, nell'attività paterna, il cui figlio, Kazumasa, dopo aver studiato e lavorato a Sapporo, decide di voler fare il barbiere, ed è intenzionato a guadagnare i soldi per pagarsi la scuola per accedere con preparazione a questa attività.
La storia si dipana in sei episodi, distribuiti nell'arco di poco più di un anno, in cui vengono raccontati fatti, pensieri, azioni, di una intera cittadina, dove tutti si conoscono e tutti vivono in simbiosi l'uno con l'altro, pur nella propria individualità.
Vengono affrontati i problemi di tutti i giorni di una simile comunità: dalla carenza di giovani, donne in particolare, alla assistenza agli anziani, dalla penuria di trasporto pubblico per coprire le distanze, alle proposte di incrementare commercio e turismo.
Per migliorare la situazione generale, c'è quindi bisogno di apportare nuova linfa, mentale e materiale, nel tessuto sociale e nel vissuto collettivo, e nonostante tutte le difficoltà pratiche, chi è tornato è disposto a lavorare alla rinascita di Tomazawa.
Scritto con una leggerezza rilassante, ma forse proprio per questo coinvolgente, Prima neve a Tomazawa è un romanzo focalizzato sì sulla vita rurale giapponese, ma che offre spunto per essere adattato a qualsiasi altra regione analoga del mondo.
Le riflessioni sulla vita, sulla socialità, travalicano i confini e sono adattabili ad altri contesti, perché, se è vero che viviamo di differenze, è altrettanto vero che siamo tutti uguali nel considerarci parte di un passato, di un presente, di un futuro.
Senza dimenticare che in ogni, anche grande, comunità, si identificano le cellule base di essa, che, pur se non identiche, sono uguali dappertutto.
Prima neve a Tomazawa è un romanzo gradevole alla lettura e capace di sollecitare riflessioni piacevolmente.
E' uno scorcio di vita, particolare ma generalizzabile, sulle scelte, consapevoli o forzate, che spingono ad adattarsi ad una nuova concezione delle cose senza però perdere i valori che rafforzano e sostengono.

di bugie e cose così

A volte le bugie si devono dire.
Per svariati motivi che non sto qui a sindacare se siano giusti o sbagliati.
So solo che, a volte, sono necessarie e salvifiche.
Aiutano te e aiutano gli altri.
Siano esse a senso unico, a doppio senso, oppure in rotatoria.
Però devono essere credibili.
E devi ricordartene.
Una volta ho comprato un libretto, piccolino, per tenerle a mente.
O forse per averne prova.
Non l'ho mai usato.

Alberi d'aprile

 

 



Colori di aprile