giovedì 19 febbraio 2026

di storie giapponesi

Dopo un Giappone 'magico' raccontato da una italiana (Monica Fumagalli, Horishi, Maestro d'inchiostro), due versioni del Giappone raccontate da due giapponesi (Asako Yuzuki, Aquarium; Banana Yoshimoto, Come un miraggio).
In Aquarium quello reale, moderno, frenetico, se pur legato al passato da usanze, tradizioni, regole, convenzioni sociali, che impone un certo modo di comportarsi soprattutto alle donne.
In Come un miraggio un mondo altrettanto reale e moderno, ma più lento, perché mediato dall'individualità, che, pur sottostando alle regole della società, le sovverte imponendosi.
Due, anzi tre, visioni di un Paese complesso e in costante evoluzione, dove passato, presente e futuro coesistono, e, pur cozzando fra loro, con tutto quello che ne consegue, si integrano, si compensano.

'Come un miraggio'

 Banana Yoshimoto  - Come un miraggio - Feltrinelli 2026
                                                                     trad. Giorgio Amitrano

Edizione italiana di due racconti, 'Come un miraggio' e 'Santuario' [Utakata / Sankuchuari], pubblicati in Giappone nel 1988.
Nel primo, due giovani, una lei e un lui, fratelli non di sangue, si trovano in età adulta, e mentre tra di loro nasce un sentimento che va oltre la fratellanza, riuniscono quella che, in effetti, è la famiglia di cui fanno parte.
Nel secondo, un ragazzo universitario e una giovane donna, entrambi segnati dallo stesso tipo di lutto, attraverso l'azione confortevole e liberatoria del pianto, si avvicinano, e, in seguito, tramite la quotidiana frequentazione, si rendono conto che un futuro insieme può essere possibile e piacevole.
Due storie semplici e lineari, ma ricche e coinvolgenti.
Personaggi altrettanto semplici, ma che agiscono ricordando un passato e progettando un futuro.
Entrambe le storie sono strutturate sull'analisi dei sentimenti e delle azioni, e il raffronto fra prima e dopo, fra vita e morte, è costantemente presente.
Due storie senza tempo, non fosse che per piccoli dettagli a cui siamo ormai abituati e che, influenzando i comportamenti attuali, si fanno notare per la loro assenza.
Due narrazioni sull'amore fuori dagli schemi tradizionali, potenti nella loro naturalezza e genuinità.

'Aquarium'

 Asako Yuzuki  - Aquarium -  HarperCollins 2025
                                                trad. Bruno Forzan

Eriko Shimura lavora nella divisione prodotti ittici di una grande azienda e abita coi genitori nella casa di famiglia al centro di Tōkyō.
Shōko Maruo è una casalinga che viene da un paese agricolo, è sposata e scrive un blog: 'Il diario di Ohyō, casalinga fallita'.
Sono entrambe trentenni, con quello che, per entrambe, se non un problema, è una fonte di disagio: non hanno amicizie femminili.
Eriko segue il blog di Shōko e ne è affascinata al punto tale che, combinando ragionamento e casualità, riesce ad incontrarla.
La prima impressione, per entrambe, è buona, ma i due caratteri, le rispettive esigenze, per quanto complementari e allo stesso tempo simili, non si combinano nella (im)perfetta sincronia di una amicizia, e il rapporto fra le due donne si trasforma presto nel dominio sull'una e della sopportazione dell'altra, favorito, da un certo momento in poi, da un segreto compromettente di una delle due.
La situazione evolverà e si risolverà, ma non nei modi sperati da ognuna delle due.
E' un romanzo che esplora le dinamiche dei rapporti femminili in un Giappone ancora prevalentemente maschilista, dove le donne sottostanno a regole sociali molto rigide per essere considerate in una certa maniera, per poter raggiungere certi obiettivi.
Eriko e Shōko, nei mondi che si sono costruite, vivono una sorta di vita ideale, che, al rispettivo confronto, vacilla.
Ma vacilla nelle implicazioni di essa con le altre persone.
E' soprattutto il fattore comune, la mancanza e quindi il desiderio di rapporti di confidenza e socialità con altre donne, a creare disagio invece che comunanza.
Però, lo scontro fra le due donne farà crescere e maturare entrambe e ad entrambe fornirà una nuova possibilità di essere se stessa.
Il racconto dei fatti, nella loro quotidianità, scorre fluido, e l'alternarsi delle scene riguardanti Eriko e Shōko non distoglie l'attenzione dalla storia di cui fanno parte.
Accurata è l'analisi della loro personalità, arricchita dai gesti che caratterizzano ciascuna.
Accurata è anche quella dei personaggi co-primari: Yasuyuki Sugishita, il collega di Eriko, Maori Takasugi, una collega, Keiko, un'amica di infanzia; Kensuke, il marito di Shōko, il fratello, il padre di questa.
Non è un romanzo corale, perché l'attenzione è concentrata sulle due donne, ma esse sono pienamente inserite nella loro vita e questo implica la presenza attiva e sostanziale, degli altri.
Interessante è l'analisi delle dinamiche sociali, portata avanti in maniera diretta ma discreta per non appesantire il racconto.
Piacevole è inserirsi nel fluire del tempo attraverso i gesti usuali, le abitudini, il vissuto.
Realistico e calibrato il rapporto fra le due protagoniste, che, oltre ai comportamenti di ciascuna, singolarmente e nei confronti dell'altra, analizza con precisione le scambievoli impressioni prodotte, così che il lettore possa capire la motivazione di ogni azione compiuta da entrambe.
L' 'aquarium' del titolo, cioè un contenitore fatto di materiale trasparente che ospita un ecosistema acquatico, è presente fisicamente nel racconto, ma è anche il luogo chiuso, confinato, del racconto stesso, in cui si muovono e interagiscono i protagonisti di questa storia.
Ricco e utile il glossario presente in coda.

mercoledì 11 febbraio 2026

di gadget a pelle

Una volta, i gadget erano merce rara. O, quantomeno, costosa.
Così, ogni minuzia, ogni immagine trovata quasi per caso, era preziosa.
Atlas Ufo Robot.
Esistevano i personaggi da poter stringere fra le mani, esistevano le riproduzioni del robot dal livello collezione a quello bancarella da fiera, ma sempre irraggiungibili per la media.
E poi ci sono state le gomme da masticare.
Con dentro i tatuaggi dei personaggi, del mondo, di Atlas Ufo Robot.
Lunghe forse quattro dita, rettangolari, strette forse uno, spesse.
Non mi ricordo la marca, non mi ricordo il sapore.
Ricordo l'aspettativa.
Di qualcosa di superfluo che si riusciva ad ottenere al posto di altro.
E, chissà dove, sono ancora lì: Alcor, Actarus, Re Vega e pochi altri.
Perché un tatuaggio che esce da una gomma da masticare non è eterno.
Un'immagine dei tuoi eroi del momento, se ben conservata, invece sì.

dei tatuaggi

Difficile chiarire il sentimento per il tatuaggio, in cui si fondono desiderio e paura, con alla base l'ammirazione e il piacere, quando la pelle è ancora lattea e immacolata.
Eppure, il disegno sulla pelle è di per sé una conquista.
Di cui si abusa, certamente, perché ricoprirsi d'inchiostro non è esplicitare se stessi attraverso un tratto che ci raffigura, che racconta di noi.
L'intensità dei sentimenti, dei pensieri, è preziosa, sacra, e il simbolismo serve a poterla rendere pubblica.
Li guardo, cerco di interpretarne il significato, di indovinarlo, se posso chiedo spiegazioni, il più delle volte guardo e basta.
E faccio raccolta di ipotesi.
In cui credo, dal piacere estetico al significato personale.
Simboli, disegni.
Monocromatici, a colori.
Non amo le scritte, anche se le comprendo come scelta.

'Horishi Maestro d'inchiostro'

 Monica Fumagalli  - Horishi Maestro d'inchiostro - Saga Edizioni 2023

Horishi è un maestro tatuatore, ha il potere di animare i tatuaggi che crea, facendoli sgorgare da coloro che glieli richiedono ed è un gatto, così come hanno teste di animali i suoi clienti.
Ma Horishi, nella sua vita millenaria ha un momento di stanchezza, non riesce più a percepire il senso della sua opera, anche se ricorda il passato con soddisfazione e non si sottrae al lavoro.
C'è poi una presenza, un'ombra, che lo segue e lo rende ansioso e agitato.
E c'è una creatura mutaforma, una kitsune, che lo avverte che deve ritrovare quello che sta cercando o deve farsi trovare da chi lo sta cercando.
Horishi individua in questa entità un panda rosso e lo insegue, senza però riuscire a raggiungerlo, ma il suo lavoro riprende vigore e le situazioni lasciate in sospeso dal passato trovano compimento. Fra esse, lo stesso incontro col panda, in cui si manifesterà la svolta della sua vita e della sua professione.
Un racconto 'magico' ma molto reale, strutturato in un prima, i capitoli dall'uno al sei, un chiarimento che è l'inizio del prosieguo, un dopo, i capitoli dall'otto al tredici.
Una lettura appassionante, profonda nei concetti, facile nella resa scrittoria.
L'ambientazione, curata e precisa, rende senza alcun dubbio possibile e credibile ogni scena, ogni personaggio, ogni dettaglio.
Le illustrazioni a cura di Marga Biazzi arricchiscono il volume e rendono reali all'immaginazione del lettore alcuni personaggi, e con essi la storia.
il glossario in coda chiarisce il significato dei termini non comuni.

Febbraio al Bosco