mercoledì 11 marzo 2026

'Meglio così'

 Amélie Nothomb  - Meglio così -  Voland  trad. Federica Di Lella

Bruxelles, estate del 1942, Adrienne ha quattro anni, sua sorella Jacqueline è di poco più grande, l'una la trascorrerà dalla nonna materna a Gand, l'altra da quella paterna a Bruges.
La assegnazione è dovuta al carattere delle bambine, oltre che a quello delle nonne: resistente, con un forte istinto di sopravvivenza Adrienne, più debole, tendente ad isolarsi per proteggersi, Jacqueline; dispotica, poco incline a provare e a manifestare amore, con l'unica eccezione  di quello riservato ai gatti, la nonna di Gand, accogliente, benevola, ma decisa e risolutiva, quella di Bruges.
Dall'estate successiva, entrambe le sorelle vanno a Bruges e la storia prosegue raccontando le vicende familiari durante gli anni della guerra e quelli immediatamente successivi, fino al matrimonio di Adrienne.
Che non è soltanto la protagonista, ma, in incognito, anche la persona a cui è ispirato, a cui è dedicato, il volume, cioè la madre della scrittrice.
E' sua la vicenda narrata, a memoria del suo congedo da questo mondo.
Un evento che, pure nella sua naturalità, ha lasciato un segno.
Differente da quello analogo relativo alla dipartita del padre della scrittrice.
E, così come è stato diverso il suo rapporto con ciascuno dei suoi genitori, diverso è stato il modo scelto per raccontare di ognuno di loro.
Essendo questa cosa palese, l'autrice ha ritenuto opportuno spiegare, in un paio di capitoli in coda al romanzo, di questa relazione fatta di differenze, di similitudini, con l'uno o con l'altra, di amore semplicemente dissimile nel manifestarsi e nell'essere percepito.
Una coda interessante e coinvolgente, per un romanzo perfettamente in linea con le atmosfere narrative di Amélie Nothomb nonostante l'argomento e i personaggi siano reali, e con essi il coinvolgimento sia, da parte sua, strettamente personale.

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