domenica 25 ottobre 2026

nei fatti, la stessa cosa

Ci sono volte in cui la differenza fra giusto e sbagliato è talmente minima da annullarsi e scomparire.
Ci sono momenti in cui fra chi vince e chi perde non c'è differenza, e la vittoria, se di vittoria si può parlare, è tale e quale ad una sconfitta.
E' brutto. E' il mondo che gira così.
Non è giusto. Ma il mondo non si ferma.

Nostalgia

Interni di Palazzo Gravina, Napoli, Facoltà di Architettura.






Ritrovarsi

Nei posti, nelle situazioni, nei pensieri, nelle azioni che non ti appartengono più non è possibile ritrovarsi.
Non è proprio possibile.
Non ha neanche senso, anche se dispiace, anche se provoca dolore e sensazioni spiacevoli.
La soluzione è ricostruire il rapporto.
Nel senso di costruirlo di nuovo, nuovo.
Nuovo in tutto, pure se le fondamenta sono nel passato.
E' possibile. E' difficile. E' faticoso.
Ma si può fare.
Si può provare a farlo.
O si deve, per non dissolversi in quello che non c'è più.

sabato 10 ottobre 2026

Alienazione

'Fiori per Algernon' (by D. Keyes),
'Glasgow boys' (by M. McDonald),
'Quando ruggiscono i conigli' (by Melanto Mori).
Tre situazioni diverse con un denominatore comune: il disagio sociale.
Dove generato da una condizione fisica.
Dove causato da situazioni familiari che hanno trascurato le cure parentali nel periodo dell'infanzia.
Dove determinato da pratiche negative di vita che si sono consolidate in un'adolescenza problematica per proiettarsi nel futuro.
Tre storie che vengono descritte con un'accortezza a queste situazioni che non le fa diventare fonte di negatività, ma, al contrario, le rende occasioni di confronto, da cui uscire scambievolmente sanati e arricchiti.

'Glasgow boys'

 Margaret McDonald  - Glasgow boys -  Rizzoli  2026
           trad. Silvia Fornasiero

Glasgow, East Kilbride, settembre: Banjo, diciassette anni, sesto anno, fa il suo ingresso nella nuova scuola che culmina nella rissa con un compagno di classe, Kyle e nel ritorno a casa prelevato dalla madre affidataria, Paula.
Contemporaneamente, Finlay, che di anni ne ha diciotto, arriva alla stazione centrale di Glasgow, quindi si insedia nella sua camera alla Residenza Studentesca dell'Università dove ha scelto di frequentare infermieristica.
Due giovani vite, all'apparenza normali, che però sono segnate da un passato difficile: i genitori di Banjo erano tossicodipendenti ed, in più, il padre era un violento; Finlay è stato abbandonato, ragazzino, dalla madre, e non ha mai conosciuto il padre.
In affido o in istituto, dai dieci anni il primo, dagli undici il secondo, si sono però incontrati, quattro anni prima dell'inizio della storia raccontata, all'Istituto St. Andrews, dove, capitati nella stessa stanza, i due ragazzi sono riusciti, nonostante le proprie difficoltà relazionali, ad aiutarsi a vicenda e ad instaurare fra loro un rapporto di fratellanza.
Una realtà taciuta, un malinteso, venuto alla luce nel momento in cui Finlay va in affido, rompe, però, l'armonia creatasi,  e questi e Banjo non si ricontattano più.
Il fantasma del loro rapporto è, però, sempre presente, e, insieme alle conseguenze dei traumi subiti, influenza la vita di entrambi. Vita che, però, cercano di costruirsi, giorno per giorno, nonostante gli sforzi, a volte, si dimostrino immani.
Entrambi troveranno un lavoro per far fronte alle loro necessità mentre studiano, entrambi si creeranno un mondo, delle amicizie. Banjo si innamorerà, corrisposto, di Alena, e Finlay ritroverà e confermerà l'amore, corrisposto, con Akash, compagno di infanzia. Poi il caso li farà incontrare e affrontare il lasciato in sospeso.
Glasgow boys è un romanzo molto intenso, che affronta temi forti con una semplicità strabiliante.
Coinvolge, colpisce, emoziona.
Fa pensare, riflettere, ma non turba negativamente, perché affronta la realtà per quella che è, senza compiacersi di essa.
Tutti i personaggi sono protagonisti, anche se, ovviamente, i principali sono Banjo e Finlay, e sono talmente reali da dubitare siano stati inventati.
Sono reali le situazioni, i luoghi, i comportamenti, le azioni.
E questo per descrivere una realtà che viene spesso messa da parte, su cui si preferisce non indagare, quella dei ragazzi che non hanno una famiglia che si prenda stabilmente cura di loro. Quella dei disagi e delle relative conseguenze a cui sono sottoposti e di cui sono vittime.
Glasgow boys non è, però, dalla parte della denuncia di certe situazioni, è dalla parte di questi ragazzi, della loro voglia di vivere, di integrarsi, di farcela, così come tutti gli altri.
E' dalla parte di chi se la crea, la famiglia che non ha avuto, nonostante la paura di essere rifiutato, la sfiducia, il non riuscire ad esplicitare se stesso, la colpa, presente ed immotivata, di non poter essere, di non contare.
Ma il sentimento dell'amore vive, sopravvive, si rigenera in ognuno, soprattutto quando si scopre di possederlo, di poterlo usare, esplicitare, scambiare. In maniera inconscia, anche, rendendosene conto dopo, a distanza di tempo, di luogo.
Il riconoscere la presenza del sentimento dell'amore, inteso nella sua forma più pura e generica, quello per l'altro con cui si ha un rapporto stabile, di fiducia, di scambievole supporto di essenza, salva e consolida la propria identità e il rapporto, puntuale e generico, con l'altro.
Strutturato per narrare l'attualità dell'uno e dell'altro e, solo per episodi che compaiono in un secondo momento, a margine, la parte della loro vita in comune, il romanzo si segue con facilità, prendendo man mano confidenza col vissuto, passato e presente, di Banjo e Finlay, coi loro sentimenti, col loro modo di agire, facendosi trasportare in una Glasgow reale e non appariscente, fatta di vite comuni eppure speciali in tutti i sensi.
Commovente e, allo stesso tempo, significativa, la realizzazione, da parte di Banjo e Finlay, del sentimento dell'amore come rapporto umano scambievole.
Un concetto al di là dell'innamoramento, della passione, dell'istinto, che ci apre ad una forse nuova, auspicabile, visione del mondo.

'Fiori per Algernon'

 Daniel Keyes  - Fiori per Algernon -  Tea 2026
     trad. Bruno Oddera

Romanzo del 1966 che vinse il premio Nebula, ampliamento di un racconto del 1959 vincitore nel 1960 del premio Hugo per il racconto breve (fonte dei dati riportati: Wikipedia), è una storia di fantascienza in cui Algernon, un topo da laboratorio, subisce un intervento perché la sua intelligenza aumenti.
L'operazione riesce, e gli scienziati che hanno compiuto l'esperimento passano al livello successivo: Charlie Gordon, un disabile mentale.
L'operazione riesce anche questa volta, e Charlie Gordon, poco a poco, supera il quoziente intellettivo e le capacità di chi ha sperimentato su di lui. Questo lo porta ad avere una percezione del mondo presente, ma anche di quello passato, completamente diversa, facendogli rendere conto di cosa è stata la sua vita fino all'operazione e come questa ha influito sul suo rapporto con gli altri.
Purtroppo, però, ci si rende conto che la nuova condizione non è definitiva, e il primo a regredire, deperire e morire, è Algernon.
Charlie Gordon, ormai, sa che la sua fine non sarà diversa e si impegna a trovare il punto debole dell'esperimento a cui è stato sottoposto per il bene degli altri che in seguito potranno usufruirne.
Al di là dell'esperimento fanta-scientifico, Fiori per Algernon è una storia sull'umanità, intesa come interazione e comprensione fra i propri simili, traslata anche agli altri esseri viventi.
Indaga rapporti familiari e sociali, in particolare nella condizione di disabilità mentale, e porta in evidenza atteggiamenti e comportamenti che dimostrano il rapportarsi di ciascuno con questa realtà.
Lo stesso Charlie Gordon, diventato prima sano di mente e poi genio, viene accusato di essere cambiato.
Lo è, certamente, ma il vecchio Charlie Gordon, il Charlie Gordon del passato, quello che è stato accettato ma ha subito, convive col Charlie Gordon nuovo, che nella attuale condizione viene accettato ma continua a subire, anche se per i motivi opposti.
Charlie Gordon, però, non ha mai perso la sua umanità, che lo rende capace di rivedere il rapporto coi genitori e con la sorella e lo spinge a rincontrarli, e neanche la sua empatia, che lo spinge prima a considerare Algernon e se stesso come compagni in una avventura scientifica, pur sapendo che chi agisce considera entrambi cavie, e poi a dare sepoltura al cadavere dell'animale, e, sentendo tornare la condizione da cui era partito, lasciare scritto di provvedere ai fiori, così come lui ha sempre fatto, da mettere su questa piccola tomba.
Il romanzo coinvolge il lettore anche a livello fisico, di lettura, perché il linguaggio di Charlie Gordon, nei rapporti sui progressi che viene invitato a scrivere, cambia seguendo lo sviluppo della sua intelligenza. Questo, all'inizio, può spiazzare, ma rapidamente diviene parte del percorso comprensivo della storia.

Socialità ottobrina

Campania Libri Festival

Museo Ferroviario di Pietrarsa



 

'Quando ruggiscono i conigli'

 Melanto Mori  - Quando ruggiscono i conigli -  Triskell edizioni 2025

Prosegue la storia, che dalla penna di Melanto Mori non ci si stanca mai di sentir raccontare, di Michael -Mousey- Roscoe e Lexington -Bunny- Monroe, conosciuti in 'La ballata di Mousey e Bunny', iniziando col descrivere la loro nuova vita come coppia.
Sono affiatati, il poliziotto e l'attuale fornaio aspirante chef, anche se gli effetti delle situazioni che li hanno portati l'uno nelle braccia dell'altro non sono ancora spariti e gettano ombre leggere ma dense sul futuro ipotizzato condiviso.
In questo clima incerto, Lexington si ritrova protagonista di strane situazioni che lo porteranno a fare i conti col suo passato remoto e mineranno il rapporto attuale con Michael, che, da parte sua accuserà la colpevolezza di non  essere riuscito a proteggere il compagno in una situazione grave, di cui, anche, dal punto di vista professionale, avrebbe dovuto riconoscere le negative potenzialità.
Entrambi saranno quindi protagonisti di episodi pericolosi che verranno risolti grazie anche all'aiuto dei colleghi di Michael, e che permetteranno ai due uomini di chiarire le rispettive non comprensioni, determinare le incertezze che li avevano allontanati l'uno dall'altro, e di ritrovarsi, consapevoli e coscienti di chi sono, di chi erano, di chi vogliono essere, insieme.
Il racconto dello stabilizzarsi della vita in comune dei due personaggi è intenso e coinvolgente, dalla prima all'ultima pagina.
L'argomento che fa da sfondo e da protagonista, il bullismo, è una presenza trasparente e costante tanto quanto nella realtà, e la constatazione dei suoi effetti, nell'immediato e nel futuro, dei personaggi e, al di fuori del racconto, nelle persone, impone una riflessione seria sul contrasto al fenomeno.
La crudezza reale di alcune scene è funzionale al momento descritto e si accetta per quella che è.
La tenerezza e l'intimità, mai svelate del tutto, fra i due uomini, raccontano il loro amore, le loro difficoltà, quello che è, nei fatti, un legame voluto e sentito.
Il finale è ovviamente lieto, ma non è in funzione del tipo di romanzo: lo è in quanto rappresentativo della forza, della volontà, di superare le difficoltà, anche di una certa importanza, in nome di un amore in cui si crede, di un rapporto in cui ci si ritrova, pure se con l'indispensabile aiuto della buona sorte.

Canzone del mese

 Ottobre:

Simple Minds  - Don't You (Forget About Me) -  album: The Breakast Club

"When the light gets into your heart, baby
Don't you forget about me..."

Citazione del mese

 Ottobre:

Serena Bortone  - Le dirimpettaie -  Rizzoli

"Talvolta penso che la vita vera, quella più profonda, risieda nella dimenticanza."

lunedì 21 settembre 2026

ascesa


(Giardino del Real Orto Botanico di Portici)

 

Opinioni

Perché, a volte, certe cose ti fanno pensare. E riflettere.
Viviamo in un periodo in cui l'opinione personale sembra essere indispensabile.
Il renderla nota al mondo, intendo.
E questo ha il suo intrinseco valore, ma, quando si tratta di dare pareri su cose e persone, l'opinione personale deve essere mediata dalla coscienza e dalla conoscenza.
'Mi piace', 'Non mi piace', senza la giustificazione del perché una cosa piaccia o no non sono ammissibili.
E ogni critica va motivata.
In ogni tempo e in ogni luogo, ma nella sfera sociale telematica questa cosa, la motivazione, soprattutto del dissenso, non può essere trascurata o elusa.
In particolar modo quando si parla di beni fruibili da alti, per cui il nostro parere, sommato a quello degli altri, può fare la differenza.
Differenza che non può basarsi sul nostro umore, anche quando giustificata dal nostro gusto.
E il gusto è sacro.
Ma è personale.
E quindi il parere deve essere sì guidato da esso, ma fondato su dati oggettivi ed inconfutabili.
Nessuno è perfetto. Nessuno è infallibile.
Ma i gusti non assecondati per aspettative personali non sono imputabili al prodotto, né a chi lo ha proposto.
C'è quella bella frase 'conforme alle aspettative' che, pure con i suoi limiti, è una guida sicura.
Ma bisogna essersi resi conto di ciò che viene proposto, di quali siano le cose da aspettarci.
E questo va fatto prima di procedere alla fruizione, assolutamente prima di dare un giudizio irresponsabile, non solo per il gusto di farlo, perché succede pure questo, ma soprattutto per ignoranza.
Fermo restando che l'ignoranza non è un qualcosa di definitivo, e può essere sempre mutata in conoscenza.

cieli di settembre

 





venerdì 11 settembre 2026

'Mistero sulla Aphrodite'

 Maria Antonietta  - Mistero sulla Aphrodite (da: Interludio d'estate) - self byAmazon Italia Logistica 2026

L'Aphrodite è il piroscafo che, nell'epilogo di Rosehall della stessa autrice, ha portato Lord Alaric Thorne e il poeta Laurence Merivale, ormai compagni di vita, davanti al golfo di Napoli.
Ma la traversata, dal punto di vista degli avvenimenti a bordo, non è stata delle più tranquille, perché i due giovani, amanti della logica oltre che degli studi classici, si sono trovati a dover contribuire, facendo la maggior parte del lavoro, alla risoluzione del caso che comprende il furto di un prezioso frammento di papiro riportante versi attribuibili a Saffo e il tentativo di omicidio del suo possessore, per amore di giustizia e verità e per salvare dalla colpevolezza ingiustamente attribuitagli, un innocente.
I due personaggi che abbiamo conosciuto in Rosehall si muovono qui più liberamente, potendo, pur nell'ambiente chiuso e controllato di una nave da crociera, essere e manifestare loro stessi, sempre, però, nella misura in cui la loro relazione amorosa rimane celata.
E' un racconto di movimento, dove le loro capacità di tenere la scena si manifestano stupendo positivamente il lettore e trasportandolo con loro in un'atmosfera come sempre coinvolgente, precisa e talmente ricca di dettagli da mostrarsi tridimensionale agli occhi del lettore.
L'intreccio delle situazioni si segue agevolmente e con interesse, così come il percorso che porta alla soluzione del caso.
I personaggi presenti, al di là dei due noti protagonisti, sono anch'essi costruiti tridimensionalmente, e questo accresce il valore di realtà della situazione narrata.
L'epilogo di Mistero sulla Aphrodite è esattamente lo stesso di Rosehall.
Potrebbe sembrare una ripetizione superflua, ma, in pratica è sia un raccordo fra i due episodi, che l'apertura alla possibilità, gradita ed auspicabile, di un terzo a venire.

Colori di settembre





 

martedì 8 settembre 2026

fantasmi

 Ne Il santuario della montagna silenziosa (by Nanami Kamon) sono entità a cui non è portato il rispetto per la situazione di quiete in cui hanno trovato stabilità.
In Nero come il mare (by Charlotte McConaghy) sono entità che chiedono pace e un ricordo al limite dell'oblio per costituire un habitat nuovo.
Ostili all'interferenza umana i primi, anche se con tutte le ragioni possibili, in un certo senso accoglienti e amichevoli i secondi.
In entrambi i casi presenze forti nella sostanza della storia.
Tutte e due le volte, rappresentazioni di presenze che ci si accostano, molto suggestive, e, oserei affermare, veritiere.

'Nero come il mare'

 Charlotte McConaghy  - Nero come il mare - Fazi editore 2026 
  trad. Stefano Tummolini

L'isola di Shearwater, territorio australiano nell'oceano antartico, è un deposito internazionale di semi ed anche una riserva naturale, ed ospita una base di ricerca e un faro.
Oltre ai ricercatori, ci abitano dei custodi.
L'innalzamento del livello del mare sta, però, facendo scomparire l'isola, ed è stata presa la decisione di dismettere la stazione di ricerca e di trasferire parte dell'immenso campionario di semi altrove.
La selezione dei quali è affidata al botanico Hank Jones, responsabile della banca dei semi.
Quando, però, durante una tempesta, naufraga, arriva Rowan, la moglie di Hank, trova ad accoglierla solo il guardiano Dominique Salt e i suoi tre figli: Raff, di diciotto anni, Fen di dieci mesi più piccola, e Orly, che di anni ne ha nove ed è stato il primo ad accorgersi di e a fraternizzare con le presenze dell'isola: i fantasmi. Anche di persone, ma, soprattutto degli animali trucidati per la caccia commerciale.
Nel breve periodo che precede l'arrivo della nave che provvederà alla completa dismissione dell'isola, tra i cinque si instaurerà un legame allo stesso tempo di affetto e di diffidenza reciproche, si manifesteranno le conseguenze di legami leciti ed illeciti, di incomprensioni, di situazioni che dal passato si trascinano al presente, ed ogni azione compiuta non sarà senza conseguenze, mentre l'assenza di Hank incomberà con tutta la sua pesantezza.
Nero come il mare è un libro possente: per argomento, per eventi, per grandezza dei personaggi.
Al di là dell'evento causale, l'innalzamento del livello del mare, è tutta la serie di considerazioni fatte, di avvenimenti mostrati, che spingono a riflessioni personali e generali.
L'espediente, qui regola di ambientazione ma finalizzato alla storia non alla narrazione, del luogo chiuso ed irraggiungibile, nella particolare vicenda si offre a considerazioni che, con gli stessi argomenti ampliati possono espandersi e circondare tutto.
Il bene, il male, l'impatto della vita sulla Terra, quello della natura, anche modificatasi, sull'uomo, sono considerazioni che il lettore si trova ad affrontare nella lettura, ma sono anche affrontate da ciascun personaggio, in maniera diversa a seconda del ruolo e del carattere di ognuno di essi.
Questo è un libro di valori, universali e personali, che possono essere accettati o rifiutati, ma restano presenti nella coscienza.
Raccontato dando voce ai personaggi, Rowan, Dominique e Orly in prima persona, la narrazione spazia fra la situazione attuale e il ricordo, e, pure nell'ambiente chiuso dell'isola, non ha mai l'impressione della costrizione, anche quando essa è oggettivamente presente.
Riflessioni, episodi, avvenimenti di varia natura, conflitti, momenti gioiosi, si susseguono ad un ritmo incalzante che comprende la natura, nelle sue molteplici forme, come ulteriore, quando non principale, protagonista.
Il finale è logico, giustificato, immutabile e appagante, pure se, per certi versi, spiazzante.

'Il santuario della montagna silenziosa'

 Nanami Kamon  - Il santuario della montagna silenziosa -  Newton Compton editori 2026
 trad. Corrado Cucchi

Due amiche dall'infanzia, Yoshimura Satomi, una disegnatrice, e Kazuno Minami, una scrittrice, sono appassionate di folclore, e, mentre Kazuno sta scrivendo un horror con una protagonista che deve fare una prova di coraggio, viene contattata da una amica che aveva in comune con Yoshimura: Yaguchi Asako. Questa, in passato, aveva intervistato Kazuno per una rivista femminile e adesso, insieme a tre amici, Tazaki Misato, Onodera Jun e Wakao Yuuko, si trova in una situazione simile a quella della protagonista del romanzo di Kazuno, avendo, con gli amici, effettuato una prova di coraggio in una segheria abbandonata nei pressi di un santuario sulla montagna Iwaiyama e, in seguito, trovandosi tutti protagonisti di strane manifestazioni, chiede aiuto a Kazuno ritenendola esperta in materia.
Kazuno, che percepisce le entità, crede ai fantasmi e di solito evita i luoghi in cui possano esserci, decide però di aiutarla, anche per trovare ispirazione per la sua storia che langue.
Troverà, invece, un'entità offesa da atteggiamenti sprezzanti, che, però, grazie al suo saper affrontare certe situazioni con rispetto ed intelligenza, verrà placata, inducendo i colpevoli a porre rimedio alle loro mancanze.
Il santuario della montagna silenziosa è una tipica storia estiva di fantasmi giapponesi: coinvolge e spaventa il giusto, risultando una lettura gradevole, grazie a personaggi ben caratterizzati, ambientazioni suggestive e trama articolata e coerente.
E' un horror che gioca sugli effetti psicologici, anche se non mancano le conseguenze fisiche, pure di una certa importanza, delle azioni, sulla consapevolezza dell'ultraterreno, sul rapporto da intrattenere fra questo mondo e quell'altro, e, in definitiva, su quello fra gli abitanti di questo e gli abitanti dell'altro.

Canzone del mese

 Settembre:

Lord of the Lost  - Credo - album: Die Tomorrow

"Love isn't rude
It's coming for you
The hand to dry your tears..."

Citazione del mese

 Settembre:

Serena Bortone  - Le dirimpettaie -  Rizzoli

"Ricordati di voler bene a chi incontri. E' l'unica cosa davvero importante."

lunedì 24 agosto 2026

il viaggio

Il viaggio: ovvero lo spostamento da un posto all'altro, per lavoro, per diletto, per lo spostarsi.
Ha un suo valore, una sua identità a prescindere dal motivo per cui lo si effettua.
E' un'entità separata dal contesto per il quale avviene.
Tanto significativa e potente, nella sua essenza, che si viaggia anche per viaggiare.
Chi lo fa, a volte lo esplicita a volte no, perché, la maggior parte delle volte, è visto come tempo sottratto ad altro.
Può succedere. L'imprevisto è dietro l'angolo, e a volte il tempo per l'altro è davvero contato.
Però il viaggio è il viaggio.
Tutti lo racconteranno, esaltandolo o denigrandolo.
Del resto, quella su di esso, è la prima domanda che viene posta, relativamente ad un qualsiasi spostamento.
Ma è anche il ricordo che rimane più latente, nel tempo, pur senza scomparire.
Discreta memoria da richiamare alla bisogna.
Necessità inconsapevole, pur quando, nella sua esplicitazione, mal tollerata.
Il tempo del viaggio non è sottratto ad altro.
E' il tempo del movimento: necessario, imprescindibile, vitale.

colori d'agosto





 

'Floating Hotel'

 Grace Curtis  - Floating Hotel -  Mondadori
 trad. Serena Tardioli

In un mondo che si estende quanto la Via Lattea, governato da un imperatore pluricentenario, dove l'esistenza degli alieni è negata e la stessa ipotesi di essa proibita per legge, il Grand Abeona Hotel, una nave spaziale di lusso, trasporta i suoi ospiti lungo le rotte della galassia, entrando ed uscendo dallo spazio profondo e fermandosi nei pressi dei pianeti abitati per fare rifornimento e per permettere di scendere e  di salire su di essa, anche solo per un giorno, nei momenti di sosta della crociera.
Voluta e gestita da Nina Windrose, la nave ha un personale di varia provenienza, che, nella sua individualità, nasconde il segreto della vita passata prima di essere accolto e preso a lavorare nell'hotel.
Carl ha dodici anni, quando ci sale, e quarant'anni dopo, Nina Windrose non più in vita, ne è il direttore.
E mentre la vita dell'Abeona continua quasi come sempre ha fatto, intorno ad essa si stringono le maglie del governo centrale a causa della presenza, nel suo personale, del Lampionaio, unica fonte, attraverso i brevi dispacci di notizie libere dalla censura che svelano i segreti dell'impero, e della sfida lanciata, durante l'annuale conferenza dei Risolutori di Problemi, di decodificare un codice scritto e inviato milioni di anni prima e da sempre custodito in segreto.
La storia è affascinante, divertente e si fa seguire.
Ogni personaggio cattura l'attenzione del lettore con il suo carattere, con la sua storia, coi legami che instaura con gli altri membri dell'equipaggio.
L'avventura è insita nel viaggio e l'intrigo politico fornisce la componente spionistica ad essa.
Il tema della supremazia umana, con tutte le implicazioni del caso, è trattato in maniera pacata, ma in grado di stimolare la riflessione, sia dei personaggi all'interno della storia, sia del lettore.
Il finale è poesia e speranza, e viene proposto col tono leggero ed elegante di un servizio di lusso.

giovedì 13 agosto 2026

il tempo reale

E', a volte, parte integrante del romanzo.
Elemento narrativo, sfondo, protagonista.
Può avere tutti i ruoli e tutti insieme.
E può servire per orientare la lettura del romanzo.
Questa cosa può essere fuorviante, però, perché la realtà è la realtà.
Deve star fuori dall'ideologia, se è la parte oggettiva, immutabile -anche quando e se in evoluzione- della storia.
Non sempre esso viene considerato tale e nella giusta maniera.
La Storia così si piega all'utile, al necessario, e pure quando gli elementi sono oggettivi, vengono assimilati con sospetto, con distanza. A volte a torto, a volte a ragione.
Nei due romanzi di riferimento ('Primavera in siberia' by A. Mozgovoy, 'Le dirimpettaie' by S. Bortone) il tempo reale qui si piega in favore di ciò che vuole essere messo in evidenza, là fornisce lo sfondo su cui proiettano le azioni.

'Le dirimpettaie'

 Serena Bortone  - Le dirimpettaie -  Rizzoli

Cinque donne: colei che racconta, sua madre, le tre vicine di casa: Tina, originaria della Campania, Gabriella, milanese, Maria, romana come le prime due, raccontate nell'arco di tempo dal marzo 1966 al dicembre 1999.
Di chi racconta e della madre si conosceranno solo le azioni relative alle vite delle altre tre, di cui si scenderà nel dettaglio, essendo, queste, le protagoniste titolari della storia.
Ne conosceremo carattere, pensieri, azioni, narrate con grazia, limpidezza e precisione dall'autrice, testimone del loro stare al mondo nella Storia.
Storia di cui tutte loro fanno parte, che hanno vissuto, da cui sono state formate, che hanno contribuito a creare.
 'Le dirimpettaie' è un romanzo che coinvolge, al di là del parteggiare per l'una, per l'altra, per tutte, nei casi della vita che le vedono protagoniste.
Casi che ci riportano ad una realtà vissuta sì, ma, per la maggior parte delle volte, da lontano, anche quando in prima persona, come le cose che appartengono al privato ma non al pubblico.
Riproporre l'evoluzione dagli anni sessanta al secolo nuovo attraverso la vita delle persone comuni dà spessore ai fatti e la concretizza nel quotidiano, nel vissuto di tutti, dà modo di riconoscerla come anche parte del proprio vissuto.
Inutile sottolineare la pienezza dei personaggi, anche quando delineati solo con pochi, essenziali, tratti.
Fondamentale la caratterizzazione dei due universi, complementari e distanti, femminile e maschile, e, soprattutto,  di quello femminile dentro e fuori gli schemi imposti dai dettami sociali.
E' un romanzo all'insegna della libertà: di essere, di agire, oltre che di pensare e fantasticare, e questo è uno degli insegnamenti fuori dal tempo che contiene, forse il più importante.
Scritto in un linguaggio scorrevole e preciso, il racconto alterna, pur se portato avanti dalla stessa voce narrante, i punti di vista di Tina, Gabriella e Maria, e la scelta si rivela adatta per fornire la visione di ognuna senza stravolgere la continuità della storia e per inserire agevolmente i vari riferimenti cinematografici, musicali, letterari, di cui c'è un uso abbondante e giustificato.
I personaggi maschili non ne escono esattamente a testa alta quanto quelli femminili, pur, questi, nelle loro situazioni ambigue e compromettenti, ma, fondamentalmente, non è un giudizio negativo, quello espresso nei loro confronti, in quanto parti anch'essi del meccanismo più grande di cui, in società, siamo tutti parte.
E', però, una sollecitazione affinché anche loro abbraccino evoluzione e libertà come stile di vita.
In accordo di parità fra universi e derive di essi.

'Primavera in Siberia'

 Artem Mozgovoy  - Primavera in Siberia - Astoria Ugo Guanda Editore 2025 
traduzione dall'inglese: Simona Garavelli

Nel 1985, in un paese della Siberia centrale, da madre di etnia altaia e da padre siberiano, entrambi ingegneri provenienti da famiglie rurali, nasce Alexey Morozov.
Cresce a Taiga, la cui stazione è a metà della ferrovia transiberiana e trascorre le vacanze nella fattoria della nonna paterna, situata nei pressi della miniera dove lavora il nonno.
E' una vita solitaria, quella di un bambino attento, servizievole, quieto, non portato per gli sport ma amante della danza, della poesia, che si troverà ad affrontare il sentimento dell'amore quando, ragazzo, dopo essersi trasferito in una citta vicina solo con la madre, un compagno di scuola gli dichiarerà il proprio.
Questi, Anton, di cui entrambi i genitori sono agenti del KGB, diventerà punto di riferimento per la crescita personale e sociale di Alexey.
Dopo un viaggio nell'Europa occidentale, però, a causa dei genitori di Anton, la storia fra i due ragazzi finirà con la fuga di questi, e Alexey, trovandosi solo ad affrontare un mondo in cui non si è sentito mai a suo agio, ormai all'università, si impegnerà per ottenere una borsa di studio per l'America.
Divisa in due blocchi: l'infanzia di Alexey fino alla morte del nonno e dal trasferimento in città fino alla borsa di studio, la storia scorre in maniera costantemente facile alla lettura e alla comprensione delle situazioni. Quasi bucolica la prima parte, pure se mitigata dalle difficoltà del potente freddo siberiano, molto vita nei quartieri periferici industriali la seconda, pure quando l'ambientazione si sposta nella capitale.
E' un racconto che ci offre, oltre alla storia personale di Alexey, una visione dall'interno delle trasformazioni a cui è andata incontro l'unione sovietica dopo lo scioglimento di essa.
E' una visione legittima, giustificata e giustificabile, però generica e personale, dove vengono riportati determinati fatti che, per forza di cose, non possono venire analizzati e criticati nella loro compiutezza storica, pure se, riportati così come viene fatto, spingono la riflessione di chi legge su di essi e su ciò che hanno implicato e implicano tutt'ora.
Nelle vicende personali di Alexey, in occasione di situazioni drammatiche c'è una risoluzione delle stesse all'apparenza molto semplice, e questo, pur forse giustificato dalla globale positività della narrazione, lascia in qualche modo perplessi, anche se le azioni e le decisioni del protagonista sembrano averne tenuto conto. Ne consegue la sensazione di una valutazione differente fra ciò che riguarda il personale e quello che riguarda la società, con una sminuizione degli atti che dovrebbero essere messi in evidenza e una maggiorazione degli eventi che, in definitiva, si distribuiscono su una platea più estesa. Un accennare e un evidenziare che lasciano una strana sensazione nel lettore.
I personaggi vengono descritti nella loro complessità, anche se, nel corso degli eventi, mancano alcune loro azioni e decisioni che sarebbero chiarificatrici di fatti e situazioni, così come sarebbe servito qualche raccordo e qualche spiegazione aggiuntiva al complesso della storia, che, però, tutto sommato, nella sua pacatezza, risulta una lettura gradevole. 

Il basilico


 

in visita

 








Canzone del mese

Agosto:

The Cranberries  - Just my imagination - album: Bury the Hatchet

"It's not my imagination (my imagination)
It's not my imagination (my imagination)..."
 

Citazione del mese

 Agosto:

Federica Soprani  - La Visita - self by Amazon Italia logistica

"Come raccontare un'ombra che ti sfiora non la pelle, ma l'anima?"

giovedì 30 luglio 2026

'A Los Angeles con Marilyn Monroe'

 Francesco Costa  - A Los Angeles con Marilyn Monroe - Giulio Perrone Editore

Marilyn Monroe è il mito cinematografico per eccellenza.
Tutto nasce dal suo carisma nell'interpretare personaggi anche lontani dal suo essere ma a cui dà tutta se stessa.
Rappresenta il sogno, per un motivo o per un altro, di tutti coloro che l'ammirano sullo schermo, assurge, nelle sue pose più caratteristiche, ad icona pop immortale.
Ma chi è stata veramente? Norma Jeane o Marilyn, la donna che ha fatto e fa ancora parlare di sé il mondo?
E' l'una che si è nascosta, che si è trasferita, nell'altra? Sono entrambe che convivono nella stessa persona?
E' chi ha cercato di essere se stessa anche in colei che volevano che fosse?
Della donna che è tutte queste ci parla Francesco Costa in questo breve ma esaustivo saggio, dove ripercorre, con la parlata fluente e confidenziale da cui appare senza predominare e senza stancare la competenza, oltre alla passione, sull'argomento trattato, tutta la vita di Marilyn Monroe, focalizzandosi sulla persona, oltre che sull'attrice, con le sue aspirazioni, debolezze e necessità esistenziali.
Analizza anche il suo rapporto con Los Angeles, sua città natale e suo punto di riferimento al di là della professione cinematografica.
Cento pagine possono sembrare poche, per far conoscere una persona, il cui essere famosa illude gli altri di essere in grado di conoscerla e capirla, ma Francesco Costa riesce a portare, pure nella distanza di tempo, di luogo, fisica e psicologica, questa che, dietro al mito, è una donna a tutti gli effetti, alla portata della comprensione e della considerazione di tutti.
In coda al libro, dalla copertina semplice, elegante e fornita di segnalibro, ad arricchimento dello stesso, oltre alla bibliografia viene fornita la filmografia dell'attrice, completa di regista, personaggi ed interpreti.

sabato 25 luglio 2026

Perla rovente

Questa è mia. E si è persa perché nessuno l'ha sentita.
In ogni caso:
"Si sta, sul terrazzo, come in una friggitrice ad aria.".
Con buona pace di aver fatto una citazione un po' volontaria un po' casuale.
(Non me ne voglia Ungaretti. 🧡 Era la verità!)

due voci

Quattro voci. Quattro punti di vista.
Quelli di  'Rosehall' (by Maria Antonietta) e 'Diletta.Me' (by Elen T.D.).
La narrazione in prima persona non è la mia preferita, ma questa sorta di dialogo ha smussato l'egocentrismo del protagonista narrante.
O lo ha sdoppiato.
Ma si sa che due è meglio di uno, pure se sul cono o nella coppetta i due gusti sono, quantitativamente parlando, due metà di uno.
E va bene così.
Pure nel racconto, visto che si tratta di due coppie.

'Diletta.Me'

 Elen T.D.  - Diletta.Me -  self by Amazon Italia Logistica 2023

Diletta Moscardini ha un progetto musicale da realizzare. In tempi brevissimi. Per ragioni tutte sue che verranno spiegate al momento opportuno nel corso della storia, e, conscia di non essere particolarmente dotata, ma essendo fornita dei mezzi economici di una famiglia ricca e importante, decide di affidarsi all'agente più preparato disponibile nel settore: Maximilian Roche, Massi per Diletta, che è incapace di pronunciare la x.
Maximilian Roche ha parecchi, fra segreti e problemi, da nascondere e risolvere, e il lavoro offertogli da Diletta Moscardini sembra quello adatto per far loro fronte dal punto di vista  economico.
Ma fra i due, istintivamente, nonostante screzi, incomprensioni e stili di vita diversi, scatta quel qualcosa che trasforma una relazione d'affari in una relazione d'amore, che dovrà costruirsi in mezzo a pericoli e difficoltà oggettive esterne alla coppia ma strettamente legate e correlate ai due componenti di questa.
Nel corso dei capitoli si alternano i punti di vista dei due personaggi principali e il racconto scorre agilmente.
Tutto inizia nel presente, a cui si collegherà il finale, per poi fare un salto all'indietro nel corpo della storia.
Diletta e Maximilian accattivano subito le simpatie del lettore, nonostante caratteri e caratteristiche.
E si ritrovano, come comparse attive e presenti, i protagonisti di '30 giorni', della stessa autrice, in quanto appartenenti alla famiglia di Diletta.
Il tono leggero della storia e della narrazione non toglie importanza ai soggetti di sfondo della trama: dal ricatto allo sfruttamento, alla malattia, ma ne fa accettare la presenza e fornisce ragioni e motivi per non subirli.
Curata la grafica dell'edizione, interessante e piacevole la presenza, alla fine di ogni capitolo, del brano della canzone che ne costituisce la colonna sonora, e di cui pure è fornita la playlist completa col collegamento a YouTube e a Spotify.
Il 'secondo epilogo' è una dedica, per una persona cara all'autrice, toccante e positiva al tempo stesso.

'Rosehall'

 Maria Antonietta  - Rosehall -  self by Amazon Italia Logistica 2025

Siamo all'inizio dell'800.
Alaric Thorne vive a Rosehall, la tenuta atavica di famiglia nell'Hertfordshire coi propri domestici, in un isolamento scelto in seguito alla morte dei genitori e alla presa di coscienza delle proprie inclinazioni sentimentali.
Lawrence Merivale, un poeta di buona famiglia caduto in disgrazia a causa dei debiti contratti dal padre, sopravvive a Londra fra componimenti commerciali e gioco d'azzardo.
E proprio un debito, contratto a carte, lo porterà, accettando il baratto di esso con la permanenza a Rosehall propostagli da uno strano individuo, Blackwood, a conoscere e ad innamorarsi di Alaric Thorne.
Una storia, questa fra i due giovani, regolata anche dalla maledizione che incombe su Thorne, il cui viso si copre di cicatrici quando rifiuta l'amore e il cui giardino delle rose, nella stessa situazione, appassisce.
Ispirato dalla favola de 'La Bella e la Bestia', come esplicitamente riportato dagli stessi protagonisti, Rosehall avrà un lieto fine, una volta risolti i problemi, sbrogliati gli intrighi, chiariti gli equivoci.
Scritto in un linguaggio fluido e piacevole nella sua ricchezza, il romanzo alterna le voci dei due protagonisti, senza risultare pesante, e, anzi, fornendo nell'immediato le reazioni dell'uno e dell'altro agli eventi.
Gradevoli sono pure i duelli in versi con cui Alaric e Lawrence si affrontano, e a cui affidano ciò che le parole semplicemente pronunciate non possono spiegare.
Protagonista della copertina è Alaric, nella visione grafica di Federica Soprani, che raffigura il riferimento alternativo alla favola, benché suggerito e rimodellato sulla vicenda trattata, del simulacro, in questo caso se stesso, su cui far confluire il male -il rifiuto dell'amore- e da cui dipende -nell'accettazione di esso- il recupero e il benessere dell'individuo stesso.
Questo è uno dei punti fondamentali di questo romanzo, che lo pone al di sopra della trasposizione di una favola e lo rende una lettura intelligente e piacevole.

blu


 

Verde di luglio










 

Bello?

L'ordine, cioè ogni cosa al proprio posto, pure se temporaneo e non definitivo, perché tutto è sempre in evoluzione, appartiene alle cose belle?
Forse sì.
Perché crea armonia visiva e mentale.
E organizzarlo costa fatica, fisica e psichica.
L'ordine non è casuale, è pensato.
E' 'in funzione di'. E' 'studiato per'.
Poi, nella pratica, rispetta esigenze e gusti di chi lo dispone, e questo determina un assioma: l'ordine non è una entità universalmente riconosciuta, ma si esplica nelle forme e nei modi che ognuno ritiene più idonei al proprio fabbisogno.
Ma non si determina e definisce uno stato analogo per il caos?
E non c'è bellezza anche nel caos?

Canzone del mese

 Luglio

Linda Perry  - Beautiful - album: Let It Die Here

"I am beautiful no matter what they say..."

Citazione del mese

 Luglio

Francesco Costa  - Corri verso la notte - Marlin Editore

"La vita dura un attimo, il suo senso ci sfugge e la bellezza non si trova dietro ogni angolo."

sabato 27 giugno 2026

'Il Principe e la Sarta'

 Jen Wang  - Il Principe e la Sarta - Bao  (2019)

In vacanza a Parigi con la famiglia per cercare una consorte, il principe del Belgio, Sebastian, si accorge dell'opera di una giovane sarta, Frances, e le chiede di lavorare per lui.
Frances accetta, e si ritrova a confezionare abiti molto particolari per Lady Crystallia, a cui fa anche da accompagnatrice nelle notti parigine.
Lady Crystallia, ovvero il principe Sebastian, al quale piace indossare abiti femminili, permette a Frances di conoscere il mondo dell'alta moda, ma quando il suo segreto rischia di essere scoperto, chiede alla ragazza di farsi da parte.
Frances lo fa, ma questo non salverà il principe, che dovrà affrontare le conseguenza della resa pubblica della sua passione.
Alla fine, però, si ritroverà al fianco l'unica persona che lo ha capito e stimato: Frances, che, nel frattempo, è riuscita ad entrare, per i suoi meriti, nella moda d'alto livello.
Il Principe e la Sarta è una storia gradevole godibilissima, che affronta il tema del travestimento, dell'accettazione dell'altro per quel che è, del giudizio sulle azioni altrui quando queste non ledono alcun diritto di qualcuno, e lo fa con una leggerezza carica di forza e di potenza.
E' una favola, certo, ma ha la concretezza delle storie possibili e reali.
Delle storie di persone comuni, perché, anche sia Sebastian che Frances, nei loro sogni, nelle loro aspirazioni, sono persone comuni, e quando le loro esigenze vengono comprese, la patina di assurdo, di proibito, che le circondava, si dissolve, insieme ai dubbi, alle incertezze, alle paure.
Il tratto del disegno è semplice, ma curato nei dettagli e nel colore, e rende pienamente atmosfere, situazioni e carattere dei personaggi.
Curata anche la grafica dell'impaginazione e dei capitoli. Presente in coda una piccola spiegazione sulle scelte operate nell'impostazione di trama e disegno della storia.

tra generazioni

 La casa delle magnolie by Flavia Biondi - Scirocco by Giulio Macaione

Due figure femminili: Isadora e Elsa, due nonne.
Due figure femminili: Amelia e Mia, due nipoti.
Situazioni simili, per certi versi, lo stesso dicasi per i percorsi e le evoluzioni delle vicende, ma lo stesso rapporto di affetto e lo stesso legame di sentimenti fra le protagoniste.
Un rapporto particolare, quello fra nonni e nipoti, soprattutto se femmine e femmine, ma anche fra maschi e maschi.
Una sintonia per certi versi inspiegabile, ma che potrebbe nascere dal non dare eccessiva importanza,  dall'ignorare in pratica, la generazione che li divide.

'Scirocco'

 Giulio Macaione  - Scirocco - Bao  (2021)

Venezia - San Mauro Castelverde - Venezia. Con un piccolo inframezzo milanese.
Questi i luoghi in cui si svolge Scirocco, la storia in parallelo di un momento, preciso e significativo, nella vita di nonna e nipote.
Elsa è vedova e alle prese col ritorno di un male che non lascia scampo.
Mia deve diplomarsi, e, studiando danza, ha la possibilità di farsi ammettere al Teatro alla Scala.
Entrambe vivono con Gianni, figlio dell'una e padre dell'altra, che gestisce il caffè Scirocco, nome che evoca le origini della famiglia.
Elsa e Mia sono legate, in un certo senso si rispecchiano l'una nell'altra, ma la differenza di età e le situazioni impongono che debbano porsi diversamente davanti alla vita.
Elsa, a cui la malattia ha già tolto la scultura, decide di vivere il tempo che le resta libera, con se stessa e con quelli che ama, e il breve periodo trascorso in Sicilia, in visita ad un amico e ai luoghi della sua infanzia, dove viene raggiunta dal figlio e dalla nipote alla sua ricerca, servirà alla donna per ritrovarsi, per riappropriarsi del proprio destino.
Anche Mia, dopo un periodo di ribellione alla fatica dell'esercizio quotidiano e allo stress della malattia della nonna, si rende conto che il suo futuro è proprio quello di essere una ballerina.
A margine della storia delle due donne, ma spronato da essa, anche Gianni si ritroverà a dare una nuova possibilità alla sua vita sentimentale.
Argomento non facile da trattare, quello della scelta in funzione della qualità della esistenza in una situazione di malattia terminale, ma l'autore riesce a far pervenire al lettore i concetti basilari di positività in una scelta che ad ogni esame non è facile, ma sicuramente è lecita e condivisibile.
Le atmosfere dei momenti sono sono rese, nel complesso delle fasi, dalla bicromia differente, e questa riesce ad essere pienamente efficace.
I personaggi sono delineati con precisione e forza, tutti, nella manifestazione di sentimenti e stati d'animo.
Una storia a modo suo veloce, ma che dà l'importanza che merita, che gli è dovuta, al tempo in ogni sua forma, e ai legami che esso mantiene, conserva, ripropone.

venerdì 12 giugno 2026

di luoghi non più familiari II

A volte la familiarità con un posto che si conosce, che si è frequentato a lungo, si perde.
Perché le forme cambiano.
E non è un male che lo facciano, ma se le nuove forme sono accoglienti, la familiarità si ricrea.
Non sempre succede, però.
Il motivo è nella ricerca dell'uso a discapito dell'identità.
Le due cose non sono in contrasto, non sono in disaccordo: deve esserci equilibrio fra esse, deve esserci proporzione.
Non tutti i luoghi sono uguali, quindi non esiste una percentuale dell'uno e dell'altra da utilizzare senza prima aver capito dove si deve operare la trasformazione, e quando l'uno o l'altra prevalgono, l'equilibrio si rompe irrimediabilmente e il degrado del luogo comincia la sua lenta, inesorabile, erosione.
C'è una cura?
Certamente!
Ma bisogna volerne riconoscere la necessità e seguirla.

di luoghi non più familiari

Un luogo resta per sempre tuo?
Tu appartieni per sempre ad esso?
Anche quando ti allontani?
Pure se è esso ad allontanare te?
La risposta non è un sì o un no.
Probabilmente non è neanche un forse.
Perché si cambia.
Perché i luoghi cambiano.
Cambia l'accoglienza che ti rivolgono.
A volte, nonostante tutto, ti rifiutano.
Perché il cambiamento è tale da essere diventato degrado e tu non fai parte di quel degrado, e il luogo lo sa.
Perché il degrado non è solo incuria e sporcizia: è anche, e soprattutto, perdita di identità.
E quella carta sporca della cui presenza nessuno si cura, a volte è meglio di una spianata arida e inospitale.

'La casa delle magnolie'

 Flavia Biondi  - La casa delle magnolie -  Bao (2023)

Montalcino: Amelia Vittori, ex assistente di volo, torna per riportare, nella casa della nonna dove ha vissuto sotto la di lei tutela, qualcosa di importante.
Montalcino: Ada Mazzanti, insegnante di lettere, è stata appena nominata supplente in un liceo del paese.
Si incontrano nella hall dell'albergo che entrambe hanno scelto per la permanenza sul posto e subito un'affinità inconscia si manifesta fra le due giovani.
L'una ha una sorella maggiore, Alba, con cui intrattiene un rapporto problematico, l'altra un fratello gemello, Jona, con cui il legame è molto forte; entrambe hanno segreti nel passato e problemi nel presente  che ordiranno la trama sulla quale ognuna delle due tesserà il disegno del loro rapporto.
Un rapporto fatto di silenzi, chiacchiere, a volte di bugie, di intesa, di gesti, di spazi condivisi, di momenti solitari e riservati.
Pian piano, i problemi, le debolezze, le necessità di entrambe, verranno fuori, e pur creando disagio, troveranno una soluzione, si risolveranno, perché l'intesa, nonostante tutto, è una condizione, un sentimento, che fa superare le difficoltà e può essere il preludio a qualcosa di più solido ed intimo.
La casa delle magnolie è un romanzo per immagini e parole molto intenso e coinvolgente, dove le situazioni, e soprattutto i personaggi che le vivono, vengono presentati in maniera accurata e completa, anche con solo poche tavole.
Come quelle con cui si apre il racconto e quelle con cui si conclude.
Disegno e parlato vanno di pari passo, senza che il secondo prevalga sul primo, i cui colori netti, cremosi, precisi nell'evocare le atmosfere, donano la tridimensionalità del vissuto al tratto distintivo dell'autrice.

Altri colori di giugno

 


Colori di giugno











 

Canzone del mese

 Giugno:

Edoardo Bennato  - Nel covo dei pirati - album: Sono solo canzonette

"Ma proprio adesso, ti vuoi fermare
Non ti interessa di far vedere
Se è proprio vero che non ti arrendi mai..."