giovedì 30 luglio 2026

'A Los Angeles con Marilyn Monroe'

 Francesco Costa  - A Los Angeles con Marilyn Monroe - Giulio Perrone Editore

Marilyn Monroe è il mito cinematografico per eccellenza.
Tutto nasce dal suo carisma nell'interpretare personaggi anche lontani dal suo essere ma a cui dà tutta se stessa.
Rappresenta il sogno, per un motivo o per un altro, di tutti coloro che l'ammirano sullo schermo, assurge, nelle sue pose più caratteristiche, ad icona pop immortale.
Ma chi è stata veramente? Norma Jeane o Marilyn, la donna che ha fatto e fa ancora parlare di sé il mondo?
E' l'una che si è nascosta, che si è trasferita, nell'altra? Sono entrambe che convivono nella stessa persona?
E' chi ha cercato di essere se stessa anche in colei che volevano che fosse?
Della donna che è tutte queste ci parla Francesco Costa in questo breve ma esaustivo saggio, dove ripercorre, con la parlata fluente e confidenziale da cui appare senza predominare e senza stancare la competenza, oltre alla passione, sull'argomento trattato, tutta la vita di Marilyn Monroe, focalizzandosi sulla persona, oltre che sull'attrice, con le sue aspirazioni, debolezze e necessità esistenziali.
Analizza anche il suo rapporto con Los Angeles, sua città natale e suo punto di riferimento al di là della professione cinematografica.
Cento pagine possono sembrare poche, per far conoscere una persona, il cui essere famosa illude gli altri di essere in grado di conoscerla e capirla, ma Francesco Costa riesce a portare, pure nella distanza di tempo, di luogo, fisica e psicologica, questa che, dietro al mito, è una donna a tutti gli effetti, alla portata della comprensione e della considerazione di tutti.
In coda al libro, dalla copertina semplice, elegante e fornita di segnalibro, ad arricchimento dello stesso, oltre alla bibliografia viene fornita la filmografia dell'attrice, completa di regista, personaggi ed interpreti.

sabato 25 luglio 2026

Perla rovente

Questa è mia. E si è persa perché nessuno l'ha sentita.
In ogni caso:
"Si sta, sul terrazzo, come in una friggitrice ad aria.".
Con buona pace di aver fatto una citazione un po' volontaria un po' casuale.
(Non me ne voglia Ungaretti. 🧡 Era la verità!)

due voci

Quattro voci. Quattro punti di vista.
Quelli di  'Rosehall' (by Maria Antonietta) e 'Diletta.Me' (by Elen T.D.).
La narrazione in prima persona non è la mia preferita, ma questa sorta di dialogo ha smussato l'egocentrismo del protagonista narrante.
O lo ha sdoppiato.
Ma si sa che due è meglio di uno, pure se sul cono o nella coppetta i due gusti sono, quantitativamente parlando, due metà di uno.
E va bene così.
Pure nel racconto, visto che si tratta di due coppie.

'Diletta.Me'

 Elen T.D.  - Diletta.Me -  self by Amazon Italia Logistica 2023

Diletta Moscardini ha un progetto musicale da realizzare. In tempi brevissimi. Per ragioni tutte sue che verranno spiegate al momento opportuno nel corso della storia, e, conscia di non essere particolarmente dotata, ma essendo fornita dei mezzi economici di una famiglia ricca e importante, decide di affidarsi all'agente più preparato disponibile nel settore: Maximilian Roche, Massi per Diletta, che è incapace di pronunciare la x.
Maximilian Roche ha parecchi, fra segreti e problemi, da nascondere e risolvere, e il lavoro offertogli da Diletta Moscardini sembra quello adatto per far loro fronte dal punto di vista  economico.
Ma fra i due, istintivamente, nonostante screzi, incomprensioni e stili di vita diversi, scatta quel qualcosa che trasforma una relazione d'affari in una relazione d'amore, che dovrà costruirsi in mezzo a pericoli e difficoltà oggettive esterne alla coppia ma strettamente legate e correlate ai due componenti di questa.
Nel corso dei capitoli si alternano i punti di vista dei due personaggi principali e il racconto scorre agilmente.
Tutto inizia nel presente, a cui si collegherà il finale, per poi fare un salto all'indietro nel corpo della storia.
Diletta e Maximilian accattivano subito le simpatie del lettore, nonostante caratteri e caratteristiche.
E si ritrovano, come comparse attive e presenti, i protagonisti di '30 giorni', della stessa autrice, in quanto appartenenti alla famiglia di Diletta.
Il tono leggero della storia e della narrazione non toglie importanza ai soggetti di sfondo della trama: dal ricatto allo sfruttamento, alla malattia, ma ne fa accettare la presenza e fornisce ragioni e motivi per non subirli.
Curata la grafica dell'edizione, interessante e piacevole la presenza, alla fine di ogni capitolo, del brano della canzone che ne costituisce la colonna sonora, e di cui pure è fornita la playlist completa col collegamento a YouTube e a Spotify.
Il 'secondo epilogo' è una dedica, per una persona cara all'autrice, toccante e positiva al tempo stesso.

'Rosehall'

 Maria Antonietta  - Rosehall -  self by Amazon Italia Logistica 2025

Siamo all'inizio dell'800.
Alaric Thorne vive a Rosehall, la tenuta atavica di famiglia nell'Hertfordshire coi propri domestici, in un isolamento scelto in seguito alla morte dei genitori e alla presa di coscienza delle proprie inclinazioni sentimentali.
Lawrence Merivale, un poeta di buona famiglia caduto in disgrazia a causa dei debiti contratti dal padre, sopravvive a Londra fra componimenti commerciali e gioco d'azzardo.
E proprio un debito, contratto a carte, lo porterà, accettando il baratto di esso con la permanenza a Rosehall propostagli da uno strano individuo, Blackwood, a conoscere e ad innamorarsi di Alaric Thorne.
Una storia, questa fra i due giovani, regolata anche dalla maledizione che incombe su Thorne, il cui viso si copre di cicatrici quando rifiuta l'amore e il cui giardino delle rose, nella stessa situazione, appassisce.
Ispirato dalla favola de 'La Bella e la Bestia', come esplicitamente riportato dagli stessi protagonisti, Rosehall avrà un lieto fine, una volta risolti i problemi, sbrogliati gli intrighi, chiariti gli equivoci.
Scritto in un linguaggio fluido e piacevole nella sua ricchezza, il romanzo alterna le voci dei due protagonisti, senza risultare pesante, e, anzi, fornendo nell'immediato le reazioni dell'uno e dell'altro agli eventi.
Gradevoli sono pure i duelli in versi con cui Alaric e Lawrence si affrontano, e a cui affidano ciò che le parole semplicemente pronunciate non possono spiegare.
Protagonista della copertina è Alaric, nella visione grafica di Federica Soprani, che raffigura il riferimento alternativo alla favola, benché suggerito e rimodellato sulla vicenda trattata, del simulacro, in questo caso se stesso, su cui far confluire il male -il rifiuto dell'amore- e da cui dipende -nell'accettazione di esso- il recupero e il benessere dell'individuo stesso.
Questo è uno dei punti fondamentali di questo romanzo, che lo pone al di sopra della trasposizione di una favola e lo rende una lettura intelligente e piacevole.

blu


 

Verde di luglio










 

Bello?

L'ordine, cioè ogni cosa al proprio posto, pure se temporaneo e non definitivo, perché tutto è sempre in evoluzione, appartiene alle cose belle?
Forse sì.
Perché crea armonia visiva e mentale.
E organizzarlo costa fatica, fisica e psichica.
L'ordine non è casuale, è pensato.
E' 'in funzione di'. E' 'studiato per'.
Poi, nella pratica, rispetta esigenze e gusti di chi lo dispone, e questo determina un assioma: l'ordine non è una entità universalmente riconosciuta, ma si esplica nelle forme e nei modi che ognuno ritiene più idonei al proprio fabbisogno.
Ma non si determina e definisce uno stato analogo per il caos?
E non c'è bellezza anche nel caos?

Canzone del mese

 Luglio

Linda Perry  - Beautiful - album: Let It Die Here

"I am beautiful no matter what they say..."

Citazione del mese

 Luglio

Francesco Costa  - Corri verso la notte - Marlin Editore

"La vita dura un attimo, il suo senso ci sfugge e la bellezza non si trova dietro ogni angolo."

sabato 27 giugno 2026

'Il Principe e la Sarta'

 Jen Wang  - Il Principe e la Sarta - Bao  (2019)

In vacanza a Parigi con la famiglia per cercare una consorte, il principe del Belgio, Sebastian, si accorge dell'opera di una giovane sarta, Frances, e le chiede di lavorare per lui.
Frances accetta, e si ritrova a confezionare abiti molto particolari per Lady Crystallia, a cui fa anche da accompagnatrice nelle notti parigine.
Lady Crystallia, ovvero il principe Sebastian, al quale piace indossare abiti femminili, permette a Frances di conoscere il mondo dell'alta moda, ma quando il suo segreto rischia di essere scoperto, chiede alla ragazza di farsi da parte.
Frances lo fa, ma questo non salverà il principe, che dovrà affrontare le conseguenza della resa pubblica della sua passione.
Alla fine, però, si ritroverà al fianco l'unica persona che lo ha capito e stimato: Frances, che, nel frattempo, è riuscita ad entrare, per i suoi meriti, nella moda d'alto livello.
Il Principe e la Sarta è una storia gradevole godibilissima, che affronta il tema del travestimento, dell'accettazione dell'altro per quel che è, del giudizio sulle azioni altrui quando queste non ledono alcun diritto di qualcuno, e lo fa con una leggerezza carica di forza e di potenza.
E' una favola, certo, ma ha la concretezza delle storie possibili e reali.
Delle storie di persone comuni, perché, anche sia Sebastian che Frances, nei loro sogni, nelle loro aspirazioni, sono persone comuni, e quando le loro esigenze vengono comprese, la patina di assurdo, di proibito, che le circondava, si dissolve, insieme ai dubbi, alle incertezze, alle paure.
Il tratto del disegno è semplice, ma curato nei dettagli e nel colore, e rende pienamente atmosfere, situazioni e carattere dei personaggi.
Curata anche la grafica dell'impaginazione e dei capitoli. Presente in coda una piccola spiegazione sulle scelte operate nell'impostazione di trama e disegno della storia.

tra generazioni

 La casa delle magnolie by Flavia Biondi - Scirocco by Giulio Macaione

Due figure femminili: Isadora e Elsa, due nonne.
Due figure femminili: Amelia e Mia, due nipoti.
Situazioni simili, per certi versi, lo stesso dicasi per i percorsi e le evoluzioni delle vicende, ma lo stesso rapporto di affetto e lo stesso legame di sentimenti fra le protagoniste.
Un rapporto particolare, quello fra nonni e nipoti, soprattutto se femmine e femmine, ma anche fra maschi e maschi.
Una sintonia per certi versi inspiegabile, ma che potrebbe nascere dal non dare eccessiva importanza,  dall'ignorare in pratica, la generazione che li divide.

'Scirocco'

 Giulio Macaione  - Scirocco - Bao  (2021)

Venezia - San Mauro Castelverde - Venezia. Con un piccolo inframezzo milanese.
Questi i luoghi in cui si svolge Scirocco, la storia in parallelo di un momento, preciso e significativo, nella vita di nonna e nipote.
Elsa è vedova e alle prese col ritorno di un male che non lascia scampo.
Mia deve diplomarsi, e, studiando danza, ha la possibilità di farsi ammettere al Teatro alla Scala.
Entrambe vivono con Gianni, figlio dell'una e padre dell'altra, che gestisce il caffè Scirocco, nome che evoca le origini della famiglia.
Elsa e Mia sono legate, in un certo senso si rispecchiano l'una nell'altra, ma la differenza di età e le situazioni impongono che debbano porsi diversamente davanti alla vita.
Elsa, a cui la malattia ha già tolto la scultura, decide di vivere il tempo che le resta libera, con se stessa e con quelli che ama, e il breve periodo trascorso in Sicilia, in visita ad un amico e ai luoghi della sua infanzia, dove viene raggiunta dal figlio e dalla nipote alla sua ricerca, servirà alla donna per ritrovarsi, per riappropriarsi del proprio destino.
Anche Mia, dopo un periodo di ribellione alla fatica dell'esercizio quotidiano e allo stress della malattia della nonna, si rende conto che il suo futuro è proprio quello di essere una ballerina.
A margine della storia delle due donne, ma spronato da essa, anche Gianni si ritroverà a dare una nuova possibilità alla sua vita sentimentale.
Argomento non facile da trattare, quello della scelta in funzione della qualità della esistenza in una situazione di malattia terminale, ma l'autore riesce a far pervenire al lettore i concetti basilari di positività in una scelta che ad ogni esame non è facile, ma sicuramente è lecita e condivisibile.
Le atmosfere dei momenti sono sono rese, nel complesso delle fasi, dalla bicromia differente, e questa riesce ad essere pienamente efficace.
I personaggi sono delineati con precisione e forza, tutti, nella manifestazione di sentimenti e stati d'animo.
Una storia a modo suo veloce, ma che dà l'importanza che merita, che gli è dovuta, al tempo in ogni sua forma, e ai legami che esso mantiene, conserva, ripropone.

venerdì 12 giugno 2026

di luoghi non più familiari II

A volte la familiarità con un posto che si conosce, che si è frequentato a lungo, si perde.
Perché le forme cambiano.
E non è un male che lo facciano, ma se le nuove forme sono accoglienti, la familiarità si ricrea.
Non sempre succede, però.
Il motivo è nella ricerca dell'uso a discapito dell'identità.
Le due cose non sono in contrasto, non sono in disaccordo: deve esserci equilibrio fra esse, deve esserci proporzione.
Non tutti i luoghi sono uguali, quindi non esiste una percentuale dell'uno e dell'altra da utilizzare senza prima aver capito dove si deve operare la trasformazione, e quando l'uno o l'altra prevalgono, l'equilibrio si rompe irrimediabilmente e il degrado del luogo comincia la sua lenta, inesorabile, erosione.
C'è una cura?
Certamente!
Ma bisogna volerne riconoscere la necessità e seguirla.

di luoghi non più familiari

Un luogo resta per sempre tuo?
Tu appartieni per sempre ad esso?
Anche quando ti allontani?
Pure se è esso ad allontanare te?
La risposta non è un sì o un no.
Probabilmente non è neanche un forse.
Perché si cambia.
Perché i luoghi cambiano.
Cambia l'accoglienza che ti rivolgono.
A volte, nonostante tutto, ti rifiutano.
Perché il cambiamento è tale da essere diventato degrado e tu non fai parte di quel degrado, e il luogo lo sa.
Perché il degrado non è solo incuria e sporcizia: è anche, e soprattutto, perdita di identità.
E quella carta sporca della cui presenza nessuno si cura, a volte è meglio di una spianata arida e inospitale.

'La casa delle magnolie'

 Flavia Biondi  - La casa delle magnolie -  Bao (2023)

Montalcino: Amelia Vittori, ex assistente di volo, torna per riportare, nella casa della nonna dove ha vissuto sotto la di lei tutela, qualcosa di importante.
Montalcino: Ada Mazzanti, insegnante di lettere, è stata appena nominata supplente in un liceo del paese.
Si incontrano nella hall dell'albergo che entrambe hanno scelto per la permanenza sul posto e subito un'affinità inconscia si manifesta fra le due giovani.
L'una ha una sorella maggiore, Alba, con cui intrattiene un rapporto problematico, l'altra un fratello gemello, Jona, con cui il legame è molto forte; entrambe hanno segreti nel passato e problemi nel presente  che ordiranno la trama sulla quale ognuna delle due tesserà il disegno del loro rapporto.
Un rapporto fatto di silenzi, chiacchiere, a volte di bugie, di intesa, di gesti, di spazi condivisi, di momenti solitari e riservati.
Pian piano, i problemi, le debolezze, le necessità di entrambe, verranno fuori, e pur creando disagio, troveranno una soluzione, si risolveranno, perché l'intesa, nonostante tutto, è una condizione, un sentimento, che fa superare le difficoltà e può essere il preludio a qualcosa di più solido ed intimo.
La casa delle magnolie è un romanzo per immagini e parole molto intenso e coinvolgente, dove le situazioni, e soprattutto i personaggi che le vivono, vengono presentati in maniera accurata e completa, anche con solo poche tavole.
Come quelle con cui si apre il racconto e quelle con cui si conclude.
Disegno e parlato vanno di pari passo, senza che il secondo prevalga sul primo, i cui colori netti, cremosi, precisi nell'evocare le atmosfere, donano la tridimensionalità del vissuto al tratto distintivo dell'autrice.

Altri colori di giugno

 


Colori di giugno











 

Canzone del mese

 Giugno:

Edoardo Bennato  - Nel covo dei pirati - album: Sono solo canzonette

"Ma proprio adesso, ti vuoi fermare
Non ti interessa di far vedere
Se è proprio vero che non ti arrendi mai..."

Citazione del mese

Giugno:

Banana Yoshimoto  - Un viaggio chiamato vita -  Feltrinelli

"Le persone possono decidere solo fino ad un certo punto cosa tenere e cosa lasciare. Proprio per questo tutto quello che possiamo fare è stare a guardare cosa succede nel presente."

giovedì 28 maggio 2026

donne a parte

La Visita by Federica Soprani
Il solo posto al mondo by Giacomo Assennato
Wendy e Valentina.
Due donne che non si somigliano.
Due epoche diverse.
Due comportamenti differenti davanti ad una situazione analoga.
E poi: due coppie di uomini, legati l'una da un rapporto di scambievole dipendenza, l'altra da una relazione affettiva.
In entrambe, una donna costituisce l'ostacolo ai loro piani, e, pure se le azioni di Wendy e Valentina avranno un peso differente nel rapporto a tre che si viene ad instaurare, le conseguenze saranno rilevanti in entrambi i casi.

'Il solo posto al mondo'

 Giacomo Assennato  - Il solo posto al mondo -  self by Amazon Italia Logistica

Due studenti universitari, di facoltà diverse, che si incontrano, per caso, a mensa: Gabriele ha consapevolezza dei suoi sentimenti, ma non ha avuto esperienze, e la sua famiglia non si è resa conto del perché il giovane non abbia amicizie e sia dedito solo allo studio; Cristian non ha problemi col suo essere, neanche in famiglia, e ha avuto modo di conoscere persone e farsi conoscere.
Si piacciono subito, d'istinto, e poi nella quotidianità.
Nel periodo del servizio militare di Cristian, però, succede che Gabriele conosca una collega, Valentina, e la conoscenza approfondita per una sola sera, provochi conseguenze devastanti: la nascita di due bambini.
Gabriele sceglierà la nuova famiglia e Cristian se ne andrà.
Anni dopo, però, per caso, i due si rincontreranno e la vita cambierà di nuovo per tutti.
Questo è un romanzo all'apparenza semplice, lineare, e, per molti aspetti, lo è, però l'argomento trattato ha un peso notevole.
Anzi, tutti gli argomenti presi in considerazione: dall'accettazione di sé al farsi accettare in famiglia, dalla semplicità con cui si affrontano certe situazioni, senza pensare alle possibili conseguenze, al dare per riconoscibili e noti comportamenti che in realtà non lo sono; dal far prevalere l'amore secondo una concezione che potrebbe essere rivista senza ledere i diritti di alcuno, al sacrificio di una relazione non socialmente riconosciuta. Dall'impeto nell'affrontare le cose alla effettiva mancanza di dialogo anche fra persone che si vogliono bene, che si stimano, e, non ultimo il confondere i sentimenti l'uno coll'altro quando una divisione netta fra essi è necessaria.
Tutti i personaggi sono positivi, non agiscono con calcolo o cattiveria, ma non sempre le loro azioni portano alla felicità degli altri. O alla propria, anche.
La buona disposizione nei confronti dell'altro è quasi esasperata, ma nasce da un contesto di rispetto per l'altra persona e l'essenza di questa.
E' una visione ideale, ma non irreale, quella che l'autore ci propone, di una situazione complessa ma possibile nella vita di tutti i giorni.
Una visione da prendere come esempio, come riferimento nel nostro agire, nel nostro stare al mondo.

Polvere sulla memoria


 

Ricordare III

 "Se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te..."
Edoardo Bennato - L'isola che non c'è  (1980)

E ci ho creduto.
Davvero.
Già da prima di iniziare.
E per tanto tempo dopo, a fatti compiuti.
Poi il significato è andato oltre le parole, oltre l'idea.
Era condivisione di sogni, di ideali, di stili di vita, di scelte, ma anche critica, domande, necessità di chiarimento.
L'avrei dovuto capire, però che non sarebbe potuta finire come speravo.
Ma la pazzia non si dà per vinta, finché quella stella brilla in cielo.
Anche se è irraggiungibile.

sabato 23 maggio 2026

Ricordare II

Il ricordo esiste finché si pensa ai fatti: è quello che conserva la memoria.
Senza la memoria il ricordo sparisce, quindi l'esercizio del pensiero è fondamentale, per quanto piacevole e malinconico o struggente e doloroso possa essere.
Due sole cose vincono il dimenticato.
E lo vincono sorpassando, azzerando tutte le altre percezioni, fisiche e mentali: gli odori e i suoni, a maggior ragione, questi ultimi, nella forma della musica.
Altro scatena il ricordo, ma generando il lavorio del cervello.
Queste due cose, invece, lo eludono: cercano e trovano da sole, senza permesso, senza misericordia.

'La Visita'

 Federica Soprani  - La Visita -  self by Amazon Italia Logistica

Peter Pan è Peter Darling adesso, illustratore di storie per bambini in una Londra nebbiosa ed estranea.
Salvato, pur se a costo della memoria, del suo intimo essere, da Wendy, che, madre cercata ma diventatala d'altri, pur con le migliori ma egoistiche intenzioni, impone la riconoscenza verso di sé da parte di un uomo che, nonostante tutto, come era nella sua natura originaria, non è cresciuto, e sopravvive in un equilibrio concessogli dall'oblio che gli procura la dipendenza dall'unica sostanza che lo mantiene distante dall'ospedale psichiatrico.
Un equilibrio fragile, che si spezza irreparabilmente quando un uomo, col serio pretesto di chiedere l'illustrazione del proprio manoscritto, lo riporta ad una realtà a cui Peter non appartiene più, ma che continua ad essere presente nel di lui interno, una realtà dove, agganciandolo coll'uncino che gli sostituisce la mano destra, l'uomo vuole riportarlo.
E' il presupposto de La Visita, elaborazione credibile, coerente, di un prosieguo alternativo della storia di Peter Pan che ci è nota attraverso il racconto fattone da J. M. Barrie in Peter Pan nei Giardini di Kensington e in Peter Pan e Wendy.
Un dopo possibile perché basato, ragionato, sui fatti della storia.
Peter è un giovane uomo. Sono cresciuti Wendy, John e Michael. Le loro vite si svolgono nella normalità.
Tutto sommato, lo fa anche quella di Peter, non fosse per il fatto che lui è a disagio in un mondo che non capisce, da cui non è capito.
La stessa Wendy, di cui pure anela l'affetto, è parte di esso, e la sensazione di appartenere ad un altrove di cui non ha memoria, mina la salute fisica e psichica del giovane.
James Hook, che lo conosce, che sa, è la salvezza a portata di mano.
Ma è anche la totale perdizione, l'obbligo di scegliere fra un passato sconosciuto ma reale e un presente conosciuto e finto.
Il Peter Pan di Federica Soprani non è esattamente il Peter Pan di J.M. Barrie, perché quest'ultimo, a differenza del primo, non è mai stato uomo.
Eppure Peter Darling è preso da se stesso come può esserlo solo un ragazzino, convinto che l'universo ruoti intorno a lui. E' fragile perché costretto ad esserlo.
Il confronto con con James Hook, nel bene e nel male aperto all'altro, pur nella condizione di avere la propria esistenza legata a questi, acuirà, in Peter Darling il disagio di trovarsi in una situazione di dipendenza non solo da sostanze, ma anche dai sentimenti altrui.
James Hook, egoista ma anche generoso, è la certezza che qualcosa ci sia stato.
Quel qualcosa che, pur essendo intangibile, irrecuperabile senza la volontà di farlo, rode Peter Darling dall'interno, rendendo il confine tra la realtà dell'irreale e la irrealtà del reale, labile.
E poi i ricordi cominciano a tornare e la realtà del passato corrompe quella del presente, fino all'inevitabile convergere di entrambe in un luogo, in un tempo, in cui le regole non appartengono più né all'una, né all'altra.
La Visita è un sogno, un viaggio, un mondo conosciuto che prende forma in un mondo sconosciuto, dove il passato ha una dimensione e il presente no. Dove il futuro, forse, non esiste, se non nella inevitabile non conoscenza di esso, dei suoi confini temporali, fisici e psichici.
Federica Soprani ha scelto di narrare la storia che era rimasta sospesa nel cuore di tutti coloro che hanno amato, perché compreso, l'eterno ragazzo che è Peter Pan e la sua controparte adulta, James Hook.
Lo ha fatto approfondendo la conoscenza di entrambi.
Si potrebbe azzardare l'ipotesi di una frequentazione, che, se non può essere stata, per forza di cose, fisica e materiale, lo sarà stata sicuramente mentale.
E attraverso le descrizioni dei posti, delle atmosfere, dei fatti, l'invito al lettore è di seguirla in questa conoscenza, con la pacata lentezza che si richiede ad una lettura dove ogni frase, ogni parola, è pensiero, considerazione da far maturare nel lettore stesso.
La magnifica copertina de La Visita, opera dell'autrice così come la grafica interna, non si chiude a cuor leggero, ma, sicuramente, con una nuova consapevolezza su più di un argomento, oltre che su di una storia che ha, da quando è venuta al mondo, popolato la fantasia di ognuno, a qualsiasi età.

giovedì 14 maggio 2026

Ricordare

E poi succedono cose che ti fanno riflettere.
Chi siamo, noi, senza il nostro passato?
Lasciarselo alle spalle.
Ricordare.
E' tutto parte dello stesso meccanismo.
Ma ricordare fa male.
Fa male all'anima.
Fa male al cervello.
Per quel che è stato.
Per quello che non è stato.
Lasciare alle spalle non è dimenticare.
Ma non dimenticare è tenere memoria.
E qual è il senso di una memoria amorfa, da schedario?
Il ricordo è sentimento.
E' selezione di immagini, suoni, colori, odori, tessiture del mondo, pensieri, sensazioni, emozioni.
Non c'è una soglia di tolleranza, al di qua della quale c'è il dolore e al di là il piacere.
Come per tutto, uno dei due ha il sopravvento, ma non è questo il punto.
Il punto è che il ricordo ha un rapporto problematico con il tempo, con la vita, con le azioni del futuro, che sono in grado di modificare la percezione del passato, di trasformare il piacere antico in dolore moderno.
Senza scrupoli, senza pietà.

lunedì 11 maggio 2026

'Corri verso la notte'

 Francesco Costa  - Corri verso la notte - Marlin editore

Napoli, giugno 1924: la notizia del rapimento di Giacomo Matteotti provoca scompiglio in città.
Su questo sfondo, preciso per i riferimenti storici e dettagliato nell'ambientazione, si sviluppa la vicenda, lavorativa ed amorosa, di Pietro Fortuna, cronista non ancora accreditato de 'Il Mattino', che, in quell'estate non facile per tutti, forse anche per quelli che l'infelicitavano agli altri, si trova, all'improvviso, a dover dividere il suo cuore tra la napoletana Rita Corona, giovanissima attrice di cabaret al Teatro Nuovo e l'americana Gloria Conway, che contribuisce a diverse riviste di cinema con articoli e fotografie.
Le vicende di Pietro Fortuna si legano a quelle del gruppo di persone che gli sono vicine: la madre adottiva Lena, il giornalista Livio Sismondi, che con la moglie Ada e chi frequenta la loro casa fornisce un modello esemplare della società al di là della porta che li divide da essa, Lucullo Sollazzo, il direttore del Teatro Nuovo, Emilio Amoroso, il vicecommissario di Pubblica Sicurezza, Fabrizio Sismondi, il politicamente schierato cugino del giornalista.
Un' umanità varia e fortemente caratterizzata che ha, però, forme e movimenti reali, vividi, concreti, oltre che storia personale, racconto nel racconto.
Uomini e donne che si fanno amare, odiare, seguire nelle azioni e nelle scelte senza difficoltà alcuna, proprio grazie all'appartenenza al reale, al di fuori del particolare contesto storico esaminato.
Di conseguenza, le figure secondarie, facilmente identificabili altrove come comparse, qui hanno, ognuna, la propria decina di righe di notorietà, grazie all'attenzione che viene rivolta loro dall'autore.
Il ritmo del romanzo è cinematografico, perfettamente coerente con la narrazione e il taglio della storia, ed è il tono del racconto che, senza alterare la 'visione' dei fatti, ci riporta allo scritto attraverso il velo degli impalpabili ma concreti commenti dell'autore, che ispessiscono la sostanza del raccontato.
Raccontato che, ovviamente, ha sfaccettature e colpi di scena, situazioni difficili e crude, momenti di tenerezza e di speranza, segreti e verità da gustare solo attraverso la lettura.
L'edizione del romanzo è estremamente curata, con copertine e retro di copertine esteso, costituiti da elaborazioni grafiche di Piazza del Plebiscito, Piazza Dante e Castel Nuovo dell'epoca.
E poi c'è il titolo, che può essere interpretato come un'esortazione in positivo o in negativo, o una constatazione, ma l'arcano si svelerà al lettore solo nella lettura delle ultime pagine.

sensazioni di maggio

 





Colori di maggio








Canzone del mese

Maggio:

Madonna  - Holiday -  album: Madonna

"You can turn this world around
And bring back all of those happy days..."

Citazione del mese

 Maggio:

Banana Yoshimoto  - Un viaggio chiamato vita - Feltrinelli

"Accumulare bei ricordi, non è forse la sola cosa che possiamo fare nella vita?"

giovedì 30 aprile 2026

'The Reaper and the Waiting'

 January Sun  - The Reaper and the Waiting -  Star Comics #LoveManhua 2024

Webtoon cinese pubblicato, a colori, lettura da sinistra a destra, volume unico.

Due personaggi: il Mietitore di anime, il cui lavoro, cogliere le anime dei defunti, marchiare quelle che hanno situazioni in sospeso, i fantasmi, in modo che risolte quelle possano trapassare, diversamente dagli spiriti, che, non risolvendo, restano nel mondo mortale fino alla loro scomparsa, è stabilito per la durata di sessanta anni terrestri; e Colui che aspetta, uno spirito che, all'insaputa di questi, ha ottenuto di stare accanto al Mietitore con l'obbligo di non fargli ricordare il passato, dove è conservata la spiegazione del rapporto fra i due, e cioè avere un legame col mondo mortale, pena la dissoluzione di entrambi.
Colui che aspetta si identifica con 'Aspetto' al Mietitore e alla estensione della sua anima che fiuta la strada per trovare le anime da mietere, un cane nero, e, fattosi accettare, comincia a seguire i due e a condividere la loro quotidianità.
Gli eventi, la vicinanza, fanno emergere ricordi: palesi in Colui che aspetta, al limite del consapevole nel Mietitore, che porteranno il lettore alla conoscenza del loro passato.
Alla fine dei sessant'anni sarà fatta una scelta che sarà determinante per il futuro di entrambi.
Delicato e profondo, questo racconto per immagini coinvolge il lettore e lo trasporta in un'atmosfera magica e sognante nonostante l'argomento.
Il tratto è pulito, ricco di dettagli, e i colori sono vividi ma soffusi, tendendo più ai toni scuri nelle situazioni tese dei ricordi, segnalati graficamente anche dal fondo nero delle pagine.
La componente scherzosa, presente in tutto il testo, compensa la tensione di queste scene più cupe e il tono serio, ma pacato e gradevole di tutta la narrazione la rende una lettura gradevole e leggera, pur se fortemente partecipativa.

lunedì 27 aprile 2026

Sorridi!

"Sorridi di più!"
"Quando sorridi sei più bella!"
"Il sorriso aiuta!"
"Sorridi!".
Beh, no.
No.
Perché il sorriso è quanto di più intimo -dopo il bacio- esista.
E' un aprire il cuore, l'animo, ma anche il corpo, attraverso l'espressione, all'altro.
E quest'altro deve meritare un simile dono.
Dono che, a volte, può essere gratuito e spassionato, ma mai buttato lì per abitudine, per mero apparire.
In 'Stelle' sorridono.
Sì, ma mai a casaccio, mai senza motivo.

di visioni del Giappone

Ancora il Giappone, ancora due interpretazioni di esso.
Prima neve a Tomazawa e Un viaggio chiamato vita: il contrasto fra la campagna e la città.
In Prima neve a Tomazawa, la campagna vuole riprendersi il suo posto, non contrastare il potere della città, ma non cedere il proprio.
In Un viaggio chiamato vita, la città, fagocitata da se stessa, rimpiange i valori di associazione, di legame fra gli individui, della campagna.
Due visioni molto reali, e, in fondo, simili, di un Paese dove i due aspetti dello stesso, quello ultramoderno e quello strettamente tradizionale, continuano però ad esistere e ad essere percepiti, considerati, vissuti, da ogni abitante.

'Un viaggio chiamato vita'

 Banana Yoshimoto  - Un viaggio chiamato vita -  Feltrinelli 2012
                                    trad. Gala Maria  Follaco

Una narrazione per immagini, raccontate una per una, che hanno per argomento il viaggio.
Tre lunghi capitoli che racchiudono, ognuno, un aspetto di esso.
Il primo, il viaggio come spostamento e visita di un luogo non conosciuto.
Il secondo, il luogo come sensazione scatenata in chi lo vive.
Il terzo, il ricordo del luogo e della sensazione provata in esso.
Dalla situazione più generale, il primo capitolo, si passa nel secondo a quella più personale per raggiungere nel terzo quella intima, che è propria e universale.
E' così che l'autrice ci fa viaggiare con lei attraverso descrizioni, sensazioni, pensieri, ricordi, che sono sì personali, ma che possono adattarsi al vissuto di chiunque attraverso l'adattamento, il filtro, delle esperienze personali similari vissute.
Il racconto, proprio perché in tre fasi, in tre livelli, ripropone episodi particolari nelle tre versioni, nelle tre analisi, ma questo non si percepisce come una ripetizione quanto come un approfondimento che arricchisce e completa la trattazione del tema.
'Un viaggio chiamato vita' non è un diario, ma una riflessione meditata, coordinata, scomposta e riassemblata secondo un ordine nuovo, di un periodo di tempo non isolato ma inserito nel continuo del vissuto, che, per come è impostata, può espandersi ed inglobare passato, presente e futuro, fornendo una chiave di interpretazione di esso valida, interessante, condivisibile.

sabato 11 aprile 2026

Prima neve a Tomazawa

 Hideo Okuda  - Prima neve a Tomazawa - Rizzoli
                        trad. Asuka Ozumi

Tomazawa, una cittadina dell'Hokkaido, un tempo fiorente per le miniere e l'agricoltura, è ormai abbandonata dai giovani, che cercano il futuro altrove.
Chi è rimasto continua a vivere adattandosi alla situazione e sperando nella coscienza storica e sociale dei primogeniti, a cui lasciare attività e prosieguo della famiglia, senza, però, reprimere il desiderio, per essi, di una vita migliore.
Il ritorno di alcuni di questi giovani nella terra natia con l'intenzione di restare e di farla rifiorire, entusiasma la comunità, che si risveglia e contribuisce, attivamente, ai progetti.
Il racconto dei fatti ha come fulcro il negozio di barbiere di Yasuhiko Mukōda, a sua volta subentrato, di ritorno, nell'attività paterna, il cui figlio, Kazumasa, dopo aver studiato e lavorato a Sapporo, decide di voler fare il barbiere, ed è intenzionato a guadagnare i soldi per pagarsi la scuola per accedere con preparazione a questa attività.
La storia si dipana in sei episodi, distribuiti nell'arco di poco più di un anno, in cui vengono raccontati fatti, pensieri, azioni, di una intera cittadina, dove tutti si conoscono e tutti vivono in simbiosi l'uno con l'altro, pur nella propria individualità.
Vengono affrontati i problemi di tutti i giorni di una simile comunità: dalla carenza di giovani, donne in particolare, alla assistenza agli anziani, dalla penuria di trasporto pubblico per coprire le distanze, alle proposte di incrementare commercio e turismo.
Per migliorare la situazione generale, c'è quindi bisogno di apportare nuova linfa, mentale e materiale, nel tessuto sociale e nel vissuto collettivo, e nonostante tutte le difficoltà pratiche, chi è tornato è disposto a lavorare alla rinascita di Tomazawa.
Scritto con una leggerezza rilassante, ma forse proprio per questo coinvolgente, Prima neve a Tomazawa è un romanzo focalizzato sì sulla vita rurale giapponese, ma che offre spunto per essere adattato a qualsiasi altra regione analoga del mondo.
Le riflessioni sulla vita, sulla socialità, travalicano i confini e sono adattabili ad altri contesti, perché, se è vero che viviamo di differenze, è altrettanto vero che siamo tutti uguali nel considerarci parte di un passato, di un presente, di un futuro.
Senza dimenticare che in ogni, anche grande, comunità, si identificano le cellule base di essa, che, pur se non identiche, sono uguali dappertutto.
Prima neve a Tomazawa è un romanzo gradevole alla lettura e capace di sollecitare riflessioni piacevolmente.
E' uno scorcio di vita, particolare ma generalizzabile, sulle scelte, consapevoli o forzate, che spingono ad adattarsi ad una nuova concezione delle cose senza però perdere i valori che rafforzano e sostengono.

di bugie e cose così

A volte le bugie si devono dire.
Per svariati motivi che non sto qui a sindacare se siano giusti o sbagliati.
So solo che, a volte, sono necessarie e salvifiche.
Aiutano te e aiutano gli altri.
Siano esse a senso unico, a doppio senso, oppure in rotatoria.
Però devono essere credibili.
E devi ricordartene.
Una volta ho comprato un libretto, piccolino, per tenerle a mente.
O forse per averne prova.
Non l'ho mai usato.

Alberi d'aprile

 

 



Colori di aprile

 

 





 

Canzone del mese

 Aprile:

Fleetwood Mac  - Little lies -  album: Tango in the Night

"I hope that you'll understand there's a reason why..."

Citazione del mese

 Aprile:

Amélie Nothomb  - Meglio così -  Voland

"Una bugiarda che rivela le sue bugie non è più una bugiarda"

lunedì 23 marzo 2026

l'arc en ciel

 




di cercare e trovarsi

A volte bisogna aspettare il momento giusto per leggere una storia.
E il tempo 'perso' è tempo 'trovato' e 'conservato', così che il narrato possa avere e mantenere il suo posto nella memoria.
E' il caso de 'I cercatori di pace', di cui nel lontano 2018 ho letto solo la 'visual story', pur avendo comprati entrambi insieme.
E dopo la lettura vengono le domande, lecite.
Se chi appartiene ad una o ad un'altra generazione abbia, o abbia avuto, ideali, idee, fantasie, progetti, in comune e quali siano state le fonti di essi.
Su l'uno o l'altro degli argomenti a disposizione dell'interesse.
E la risposta è lì, proprio nel vissuto forse, ma non si rivela del tutto, non chiaramente.
Nel caso particolare, quel che mi viene spontaneo rilevare è il tema della comunicazione mentale.
Anche in 'Stelle' è un elemento fondante.
Chi, o cosa, l'avrà portata alla nostra attenzione?
E' un istinto 'naturale' di cui abbiamo sentore ma non conoscenza, che prima o poi verrà fuori o una mera fantasia indotta dal desiderio?
Chissà?!

'I cercatori di pace - visual story'

 Niccolò Pizzorno  - I cercatori di pace - Visual story -  dei Merangoli

(L'edizione del dicembre 2018 è a tiratura limitata, numerata e firmata dall'autore. Ha anche due segnalibri a figura componibile.)

E' la storia de I cercatori di pace, il romanzo, narrata in novanta illustrazioni che descrivono, raccontate in poche righe, in italiano da parte di Laura Costantini cui segue la traduzione in inglese delle stesse da parte di Stephen Gore, i punti salienti della vicenda.
Una narrazione per immagini e parole che, nella sua essenzialità, riesce a rendere i fondamenti del romanzo.
La trattazione è sicuramente semplificata, ma l'intensità è tale da far provare la stessa emozione della lettura del romanzo anche senza averlo fatto.
E, proprio per non avere più di un certo numero di parole a disposizione, il mistero non è affidato ad esse ma alle immagini, che attendono al loro compito egregiamente, stimolando la fantasia del lettore nell'accettare il proposto e nel collegarlo all'archivio immaginario che gli è proprio.

'I cercatori di pace'

 Laura Costantini - I cercatori di pace -  dei Merangoli

Un mondo terraformato in cui una guerra che dura da cinquecento anni ha distrutto la civiltà tecnologica.
Due regni: Oqrius e Dafmor, una repubblica: Neapyx, una terra dominata dall'anarchia: Kiderion.
Una lingua comune, un dio unico, scisso in due tendenze: quella spirituale, maschile, il Cielo, quella materiale, femminile, la Terra. La guerra ha minato la credibilità di entrambe, spostando il culto sulla Grande Macchina, sulla tecnologia che prima o poi avrebbe fatto il suo ritorno.
Un pericolo esterno, una cometa in rotta di collisione, spinge i governanti a cercare, tramite i propri emissari, Ghillean, guerriera e concubina di re Lionel IV di Oqrius, Litia, principessa erede del trono di Dafmor, Kimen, generale dell'esercito di Neapyx, a cui si aggiunge, per strada, Tarnell di Kiderion come protettore di Ghillean, il Mutato, un guerriero artificiale del passato, in grado, con la conoscenza del luogo dove esistono ancora le armi del passato, di sconfiggere, tramite queste, il pericolo imminente.
Ma l'esistenza del Mutato crea il quesito del suo futuro possesso da parte di una delle parti ancora in lotta, e scatena una più subdola ricerca nella ricerca.
La storia de I cercatori di pace è il viaggio di questi emissari, che racconta azioni e sentimenti di ciascuno di essi, mossi entrambi dalle situazioni, dove, però, non tutto quello che viene percepito e che le scatena, è la verità.
E' un romanzo complesso, per profondità di contenuti, a cominciare dalla struttura del mondo, in cui nulla è lasciato al caso e in cui, pagina dopo pagina, si scoprono sfaccettature della complessità o ne vengono chiariti aspetti.
Si può considerare un romanzo 'ecologista', dove per 'ecologia' venga inteso il rispetto di ogni 'altro' in natura, sia esso umano, animale, insetto, vegetale o roccia, e, soprattutto la composizione di questi elementi.
In ogni caso è un romanzo che costringe a riflettere sui modi di pensare, di agire, sulle scelte di ognuno e della società a cui si appartiene.
I personaggi sono vividi, reali, affrontano e subiscono, combattono, amano, vincono e perdono le sfide della vita, la sua quotidianità.
Due donne, due uomini, a cui se ne aggiunge un terzo, il Viandante, che sconvolgerà gli equilibri del viaggio con la sua presenza, con la sua essenza, e tirerà i fili della sorte di tutti e di ognuno, esso stesso compreso.
Non è un romanzo leggero, per temi generali, per situazioni particolari, non potrebbe esserlo, ma è scorrevole e fluido, ed è di una semplicità, intesa come chiarezza e coerenza, affascinante e preziosa.
Lo svolgimento degli avvenimenti è in minor parte costituito dal racconto dei fatti generali da parte di Eiren, personaggio a tutti gli effetti, in maggior parte dalla narrazione del viaggio.
Non c'è predominanza maschile o femminile, nel tono della storia, ma c'è una forte componente realistica nel modo di agire, di essere, dell'uno e dell'altra, che rende i comportamenti di ogni personaggio giusti e coerenti con essi stessi anche quando potrebbero essere non giustificabili dall'esterno per il tipo di azione, per la sua violenza o inappropriatezza fuori dallo specifico contesto.
E' un mondo di fantasia, ma, nello stesso tempo, non lo è, e, senza alcun dubbio, l'ispirazione al reale guida le scelte dell'autrice, che, in ogni caso, tratta ogni argomento con la delicatezza e la competenza che spettano al soggetto, e che sono caratteristiche del suo modo di scrivere.
Il titolo è il fine ultimo della ricerca, del viaggio intrapreso, anche a livello personale, di ognuno dei protagonisti.
Otto illustrazioni, più quella di copertina, sono il contributo di Niccolò Pizzorno, che, con la sua particolarissima tecnica illustrativa, rende ancora più completo il romanzo.

mercoledì 11 marzo 2026

racconti vissuti

Racconti di famiglia, racconti della propria famiglia, racconti della manifestazione di asocialità più caratterizzante del genere umano.
Una volta si raccontava di più.
C'era il desiderio di parlare di sé, del proprio vissuto.
Anche quando era triste, doloroso.
C'era la curiosità di conoscere, di sapere.
La ripetizione faceva memoria, anche quando questa non era la propria.
Diventava l'appiglio, il collante, per i ritrovamenti, fossero essi oggetti o documenti, che non solo avevano un senso, ma ne creavano altro.
Ho l'impressione che questo patrimonio, non solo fisico, ma soprattutto mentale, sia andato un (bel) po' perso, anche se si cerca di attingervi come ad una vitale necessità, senza tenere in considerazione il fatto che, una volta perse, abbandonate, certe nozioni, certi ricordi, certe prove tangibili, non sono più recuperabili, e ci si può, nel caso, affidare solo all'oggettività esterna, ufficiale.

'Meglio così'

 Amélie Nothomb  - Meglio così -  Voland  trad. Federica Di Lella

Bruxelles, estate del 1942, Adrienne ha quattro anni, sua sorella Jacqueline è di poco più grande, l'una la trascorrerà dalla nonna materna a Gand, l'altra da quella paterna a Bruges.
La assegnazione è dovuta al carattere delle bambine, oltre che a quello delle nonne: resistente, con un forte istinto di sopravvivenza Adrienne, più debole, tendente ad isolarsi per proteggersi, Jacqueline; dispotica, poco incline a provare e a manifestare amore, con l'unica eccezione  di quello riservato ai gatti, la nonna di Gand, accogliente, benevola, ma decisa e risolutiva, quella di Bruges.
Dall'estate successiva, entrambe le sorelle vanno a Bruges e la storia prosegue raccontando le vicende familiari durante gli anni della guerra e quelli immediatamente successivi, fino al matrimonio di Adrienne.
Che non è soltanto la protagonista, ma, in incognito, anche la persona a cui è ispirato, a cui è dedicato, il volume, cioè la madre della scrittrice.
E' sua la vicenda narrata, a memoria del suo congedo da questo mondo.
Un evento che, pure nella sua naturalità, ha lasciato un segno.
Differente da quello analogo relativo alla dipartita del padre della scrittrice.
E, così come è stato diverso il suo rapporto con ciascuno dei suoi genitori, diverso è stato il modo scelto per raccontare di ognuno di loro.
Essendo questa cosa palese, l'autrice ha ritenuto opportuno spiegare, in un paio di capitoli in coda al romanzo, di questa relazione fatta di differenze, di similitudini, con l'uno o con l'altra, di amore semplicemente dissimile nel manifestarsi e nell'essere percepito.
Una coda interessante e coinvolgente, per un romanzo perfettamente in linea con le atmosfere narrative di Amélie Nothomb nonostante l'argomento e i personaggi siano reali, e con essi il coinvolgimento sia, da parte sua, strettamente personale.

colori di marzo





 

tra i fili





 

Canzone del mese

 Marzo

U2  - The Fly -  album: Achtung Baby

"It's no secret that the stars are falling from the sky
It's no secret that our world is in darkness tonight..."

Citazione del mese

Marzo

Banana Yoshimoto  - Le strane storie di Fukiage -  Feltrinelli

"C'è qualcosa, nell'atmosfera dei luoghi che custodiscono segreti, capace di inebriare le persone."

giovedì 19 febbraio 2026

di storie giapponesi

Dopo un Giappone 'magico' raccontato da una italiana (Monica Fumagalli, Horishi, Maestro d'inchiostro), due versioni del Giappone raccontate da due giapponesi (Asako Yuzuki, Aquarium; Banana Yoshimoto, Come un miraggio).
In Aquarium quello reale, moderno, frenetico, se pur legato al passato da usanze, tradizioni, regole, convenzioni sociali, che impone un certo modo di comportarsi soprattutto alle donne.
In Come un miraggio un mondo altrettanto reale e moderno, ma più lento, perché mediato dall'individualità, che, pur sottostando alle regole della società, le sovverte imponendosi.
Due, anzi tre, visioni di un Paese complesso e in costante evoluzione, dove passato, presente e futuro coesistono, e, pur cozzando fra loro, con tutto quello che ne consegue, si integrano, si compensano.