giovedì 13 agosto 2026

'Primavera in Siberia'

 Artem Mozgovoy  - Primavera in Siberia - Astoria Ugo Guanda Editore 2025 
traduzione dall'inglese: Simona Garavelli

Nel 1985, in un paese della Siberia centrale, da madre di etnia altaia e da padre siberiano, entrambi ingegneri provenienti da famiglie rurali, nasce Alexey Morozov.
Cresce a Taiga, la cui stazione è a metà della ferrovia transiberiana e trascorre le vacanze nella fattoria della nonna paterna, situata nei pressi della miniera dove lavora il nonno.
E' una vita solitaria, quella di un bambino attento, servizievole, quieto, non portato per gli sport ma amante della danza, della poesia, che si troverà ad affrontare il sentimento dell'amore quando, ragazzo, dopo essersi trasferito in una citta vicina solo con la madre, un compagno di scuola gli dichiarerà il proprio.
Questi, Anton, di cui entrambi i genitori sono agenti del KGB, diventerà punto di riferimento per la crescita personale e sociale di Alexey.
Dopo un viaggio nell'Europa occidentale, però, a causa dei genitori di Anton, la storia fra i due ragazzi finirà con la fuga di questi, e Alexey, trovandosi solo ad affrontare un mondo in cui non si è sentito mai a suo agio, ormai all'università, si impegnerà per ottenere una borsa di studio per l'America.
Divisa in due blocchi: l'infanzia di Alexey fino alla morte del nonno e dal trasferimento in città fino alla borsa di studio, la storia scorre in maniera costantemente facile alla lettura e alla comprensione delle situazioni. Quasi bucolica la prima parte, pure se mitigata dalle difficoltà del potente freddo siberiano, molto vita nei quartieri periferici industriali la seconda, pure quando l'ambientazione si sposta nella capitale.
E' un racconto che ci offre, oltre alla storia personale di Alexey, una visione dall'interno delle trasformazioni a cui è andata incontro l'unione sovietica dopo lo scioglimento di essa.
E' una visione legittima, giustificata e giustificabile, però generica e personale, dove vengono riportati determinati fatti che, per forza di cose, non possono venire analizzati e criticati nella loro compiutezza storica, pure se, riportati così come viene fatto, spingono la riflessione di chi legge su di essi e su ciò che hanno implicato e implicano tutt'ora.
Nelle vicende personali di Alexey, in occasione di situazioni drammatiche c'è una risoluzione delle stesse all'apparenza molto semplice, e questo, pur forse giustificato dalla globale positività della narrazione, lascia in qualche modo perplessi, anche se le azioni e le decisioni del protagonista sembrano averne tenuto conto. Ne consegue la sensazione di una valutazione differente fra ciò che riguarda il personale e quello che riguarda la società, con una sminuizione degli atti che dovrebbero essere messi in evidenza e una maggiorazione degli eventi che, in definitiva, si distribuiscono su una platea più estesa. Un accennare e un evidenziare che lasciano una strana sensazione nel lettore.
I personaggi vengono descritti nella loro complessità, anche se, nel corso degli eventi, mancano alcune loro azioni e decisioni che sarebbero chiarificatrici di fatti e situazioni, così come sarebbe servito qualche raccordo e qualche spiegazione aggiuntiva al complesso della storia, che, però, tutto sommato, nella sua pacatezza, risulta una lettura gradevole. 

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