Charlotte McConaghy - Nero come il mare - Fazi editore 2026
trad. Stefano Tummolini
L'isola di Shearwater, territorio australiano nell'oceano antartico, è un deposito internazionale di semi ed anche una riserva naturale, ed ospita una base di ricerca e un faro.
Oltre ai ricercatori, ci abitano dei custodi.
L'innalzamento del livello del mare sta, però, facendo scomparire l'isola, ed è stata presa la decisione di dismettere la stazione di ricerca e di trasferire parte dell'immenso campionario di semi altrove.
La selezione dei quali è affidata al botanico Hank Jones, responsabile della banca dei semi.
Quando, però, durante una tempesta, naufraga, arriva Rowan, la moglie di Hank, trova ad accoglierla solo il guardiano Dominique Salt e i suoi tre figli: Raff, di diciotto anni, Fen di dieci mesi più piccola, e Orly, che di anni ne ha nove ed è stato il primo ad accorgersi di e a fraternizzare con le presenze dell'isola: i fantasmi. Anche di persone, ma, soprattutto degli animali trucidati per la caccia commerciale.
Nel breve periodo che precede l'arrivo della nave che provvederà alla completa dismissione dell'isola, tra i cinque si instaurerà un legame allo stesso tempo di affetto e di diffidenza reciproche, si manifesteranno le conseguenze di legami leciti ed illeciti, di incomprensioni, di situazioni che dal passato si trascinano al presente, ed ogni azione compiuta non sarà senza conseguenze, mentre l'assenza di Hank incomberà con tutta la sua pesantezza.
Nero come il mare è un libro possente: per argomento, per eventi, per grandezza dei personaggi.
Al di là dell'evento causale, l'innalzamento del livello del mare, è tutta la serie di considerazioni fatte, di avvenimenti mostrati, che spingono a riflessioni personali e generali.
L'espediente, qui regola di ambientazione ma finalizzato alla storia non alla narrazione, del luogo chiuso ed irraggiungibile, nella particolare vicenda si offre a considerazioni che, con gli stessi argomenti ampliati possono espandersi e circondare tutto.
Il bene, il male, l'impatto della vita sulla Terra, quello della natura, anche modificatasi, sull'uomo, sono considerazioni che il lettore si trova ad affrontare nella lettura, ma sono anche affrontate da ciascun personaggio, in maniera diversa a seconda del ruolo e del carattere di ognuno di essi.
Questo è un libro di valori, universali e personali, che possono essere accettati o rifiutati, ma restano presenti nella coscienza.
Raccontato dando voce ai personaggi, Rowan, Dominique e Orly in prima persona, la narrazione spazia fra la situazione attuale e il ricordo, e, pure nell'ambiente chiuso dell'isola, non ha mai l'impressione della costrizione, anche quando essa è oggettivamente presente.
Riflessioni, episodi, avvenimenti di varia natura, conflitti, momenti gioiosi, si susseguono ad un ritmo incalzante che comprende la natura, nelle sue molteplici forme, come ulteriore, quando non principale, protagonista.
Il finale è logico, giustificato, immutabile e appagante, pure se, per certi versi, spiazzante.
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