lunedì 21 settembre 2026

Opinioni

Perché, a volte, certe cose ti fanno pensare. E riflettere.
Viviamo in un periodo in cui l'opinione personale sembra essere indispensabile.
Il renderla nota al mondo, intendo.
E questo ha il suo intrinseco valore, ma, quando si tratta di dare pareri su cose e persone, l'opinione personale deve essere mediata dalla coscienza e dalla conoscenza.
'Mi piace', 'Non mi piace', senza la giustificazione del perché una cosa piaccia o no non sono ammissibili.
E ogni critica va motivata.
In ogni tempo e in ogni luogo, ma nella sfera sociale telematica questa cosa, la motivazione, soprattutto del dissenso, non può essere trascurata o elusa.
In particolar modo quando si parla di beni fruibili da alti, per cui il nostro parere, sommato a quello degli altri, può fare la differenza.
Differenza che non può basarsi sul nostro umore, anche quando giustificata dal nostro gusto.
E il gusto è sacro.
Ma è personale.
E quindi il parere deve essere sì guidato da esso, ma fondato su dati oggettivi ed inconfutabili.
Nessuno è perfetto. Nessuno è infallibile.
Ma i gusti non assecondati per aspettative personali non sono imputabili al prodotto, né a chi lo ha proposto.
C'è quella bella frase 'conforme alle aspettative' che, pure con i suoi limiti, è una guida sicura.
Ma bisogna essersi resi conto di ciò che viene proposto, di quali siano le cose da aspettarci.
E questo va fatto prima di procedere alla fruizione, assolutamente prima di dare un giudizio irresponsabile, non solo per il gusto di farlo, perché succede pure questo, ma soprattutto per ignoranza.
Fermo restando che l'ignoranza non è un qualcosa di definitivo, e può essere sempre mutata in conoscenza.

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