Giulio Macaione - Scirocco - Bao (2021)
Venezia - San Mauro Castelverde - Venezia. Con un piccolo inframezzo milanese.
Questi i luoghi in cui si svolge Scirocco, la storia in parallelo di un momento, preciso e significativo, nella vita di nonna e nipote.
Elsa è vedova e alle prese col ritorno di un male che non lascia scampo.
Mia deve diplomarsi, e, studiando danza, ha la possibilità di farsi ammettere al Teatro alla Scala.
Entrambe vivono con Gianni, figlio dell'una e padre dell'altra, che gestisce il caffè Scirocco, nome che evoca le origini della famiglia.
Elsa e Mia sono legate, in un certo senso si rispecchiano l'una nell'altra, ma la differenza di età e le situazioni impongono che debbano porsi diversamente davanti alla vita.
Elsa, a cui la malattia ha già tolto la scultura, decide di vivere il tempo che le resta libera, con se stessa e con quelli che ama, e il breve periodo trascorso in Sicilia, in visita ad un amico e ai luoghi della sua infanzia, dove viene raggiunta dal figlio e dalla nipote alla sua ricerca, servirà alla donna per ritrovarsi, per riappropriarsi del proprio destino.
Anche Mia, dopo un periodo di ribellione alla fatica dell'esercizio quotidiano e allo stress della malattia della nonna, si rende conto che il suo futuro è proprio quello di essere una ballerina.
A margine della storia delle due donne, ma spronato da essa, anche Gianni si ritroverà a dare una nuova possibilità alla sua vita sentimentale.
Argomento non facile da trattare, quello della scelta in funzione della qualità della esistenza in una situazione di malattia terminale, ma l'autore riesce a far pervenire al lettore i concetti basilari di positività in una scelta che ad ogni esame non è facile, ma sicuramente è lecita e condivisibile.
Le atmosfere dei momenti sono sono rese, nel complesso delle fasi, dalla bicromia differente, e questa riesce ad essere pienamente efficace.
I personaggi sono delineati con precisione e forza, tutti, nella manifestazione di sentimenti e stati d'animo.
Una storia a modo suo veloce, ma che dà l'importanza che merita, che gli è dovuta, al tempo in ogni sua forma, e ai legami che esso mantiene, conserva, ripropone.
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