lunedì 23 marzo 2026

'I cercatori di pace'

 Laura Costantini - I cercatori di pace -  dei Merangoli

Un mondo terraformato in cui una guerra che dura da cinquecento anni ha distrutto la civiltà tecnologica.
Due regni: Oqrius e Dafmor, una repubblica: Neapyx, una terra dominata dall'anarchia: Kiderion.
Una lingua comune, un dio unico, scisso in due tendenze: quella spirituale, maschile, il Cielo, quella materiale, femminile, la Terra. La guerra ha minato la credibilità di entrambe, spostando il culto sulla Grande Macchina, sulla tecnologia che prima o poi avrebbe fatto il suo ritorno.
Un pericolo esterno, una cometa in rotta di collisione, spinge i governanti a cercare, tramite i propri emissari, Ghillean, guerriera e concubina di re Lionel IV di Oqrius, Litia, principessa erede del trono di Dafmor, Kimen, generale dell'esercito di Neapyx, a cui si aggiunge, per strada, Tarnell di Kiderion come protettore di Ghillean, il Mutato, un guerriero artificiale del passato, in grado, con la conoscenza del luogo dove esistono ancora le armi del passato, di sconfiggere, tramite queste, il pericolo imminente.
Ma l'esistenza del Mutato crea il quesito del suo futuro possesso da parte di una delle parti ancora in lotta, e scatena una più subdola ricerca nella ricerca.
La storia de I cercatori di pace è il viaggio di questi emissari, che racconta azioni e sentimenti di ciascuno di essi, mossi entrambi dalle situazioni, dove, però, non tutto quello che viene percepito e che le scatena, è la verità.
E' un romanzo complesso, per profondità di contenuti, a cominciare dalla struttura del mondo, in cui nulla è lasciato al caso e in cui, pagina dopo pagina, si scoprono sfaccettature della complessità o ne vengono chiariti aspetti.
Si può considerare un romanzo 'ecologista', dove per 'ecologia' venga inteso il rispetto di ogni 'altro' in natura, sia esso umano, animale, insetto, vegetale o roccia, e, soprattutto la composizione di questi elementi.
In ogni caso è un romanzo che costringe a riflettere sui modi di pensare, di agire, sulle scelte di ognuno e della società a cui si appartiene.
I personaggi sono vividi, reali, affrontano e subiscono, combattono, amano, vincono e perdono le sfide della vita, la sua quotidianità.
Due donne, due uomini, a cui se ne aggiunge un terzo, il Viandante, che sconvolgerà gli equilibri del viaggio con la sua presenza, con la sua essenza, e tirerà i fili della sorte di tutti e di ognuno, esso stesso compreso.
Non è un romanzo leggero, per temi generali, per situazioni particolari, non potrebbe esserlo, ma è scorrevole e fluido, ed è di una semplicità, intesa come chiarezza e coerenza, affascinante e preziosa.
Lo svolgimento degli avvenimenti è in minor parte costituito dal racconto dei fatti generali da parte di Eiren, personaggio a tutti gli effetti, in maggior parte dalla narrazione del viaggio.
Non c'è predominanza maschile o femminile, nel tono della storia, ma c'è una forte componente realistica nel modo di agire, di essere, dell'uno e dell'altra, che rende i comportamenti di ogni personaggio giusti e coerenti con essi stessi anche quando potrebbero essere non giustificabili dall'esterno per il tipo di azione, per la sua violenza o inappropriatezza fuori dallo specifico contesto.
E' un mondo di fantasia, ma, nello stesso tempo, non lo è, e, senza alcun dubbio, l'ispirazione al reale guida le scelte dell'autrice, che, in ogni caso, tratta ogni argomento con la delicatezza e la competenza che spettano al soggetto, e che sono caratteristiche del suo modo di scrivere.
Il titolo è il fine ultimo della ricerca, del viaggio intrapreso, anche a livello personale, di ognuno dei protagonisti.
Otto illustrazioni, più quella di copertina, sono il contributo di Niccolò Pizzorno, che, con la sua particolarissima tecnica illustrativa, rende ancora più completo il romanzo.

Nessun commento: