sabato 10 ottobre 2026

'Fiori per Algernon'

 Daniel Keyes  - Fiori per Algernon -  Tea 2026
     trad. Bruno Oddera

Romanzo del 1966 che vinse il premio Nebula, ampliamento di un racconto del 1959 vincitore nel 1960 del premio Hugo per il racconto breve (fonte dei dati riportati: Wikipedia), è una storia di fantascienza in cui Algernon, un topo da laboratorio, subisce un intervento perché la sua intelligenza aumenti.
L'operazione riesce, e gli scienziati che hanno compiuto l'esperimento passano al livello successivo: Charlie Gordon, un disabile mentale.
L'operazione riesce anche questa volta, e Charlie Gordon, poco a poco, supera il quoziente intellettivo e le capacità di chi ha sperimentato su di lui. Questo lo porta ad avere una percezione del mondo presente, ma anche di quello passato, completamente diversa, facendogli rendere conto di cosa è stata la sua vita fino all'operazione e come questa ha influito sul suo rapporto con gli altri.
Purtroppo, però, ci si rende conto che la nuova condizione non è definitiva, e il primo a regredire, deperire e morire, è Algernon.
Charlie Gordon, ormai, sa che la sua fine non sarà diversa e si impegna a trovare il punto debole dell'esperimento a cui è stato sottoposto per il bene degli altri che in seguito potranno usufruirne.
Al di là dell'esperimento fanta-scientifico, Fiori per Algernon è una storia sull'umanità, intesa come interazione e comprensione fra i propri simili, traslata anche agli altri esseri viventi.
Indaga rapporti familiari e sociali, in particolare nella condizione di disabilità mentale, e porta in evidenza atteggiamenti e comportamenti che dimostrano il rapportarsi di ciascuno con questa realtà.
Lo stesso Charlie Gordon, diventato prima sano di mente e poi genio, viene accusato di essere cambiato.
Lo è, certamente, ma il vecchio Charlie Gordon, il Charlie Gordon del passato, quello che è stato accettato ma ha subito, convive col Charlie Gordon nuovo, che nella attuale condizione viene accettato ma continua a subire, anche se per i motivi opposti.
Charlie Gordon, però, non ha mai perso la sua umanità, che lo rende capace di rivedere il rapporto coi genitori e con la sorella e lo spinge a rincontrarli, e neanche la sua empatia, che lo spinge prima a considerare Algernon e se stesso come compagni in una avventura scientifica, pur sapendo che chi agisce considera entrambi cavie, e poi a dare sepoltura al cadavere dell'animale, e, sentendo tornare la condizione da cui era partito, lasciare scritto di provvedere ai fiori, così come lui ha sempre fatto, da mettere su questa piccola tomba.
Il romanzo coinvolge il lettore anche a livello fisico, di lettura, perché il linguaggio di Charlie Gordon, nei rapporti sui progressi che viene invitato a scrivere, cambia seguendo lo sviluppo della sua intelligenza. Questo, all'inizio, può spiazzare, ma rapidamente diviene parte del percorso comprensivo della storia.

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