lunedì 23 marzo 2026
di cercare e trovarsi
A volte bisogna aspettare il momento giusto per leggere una storia.
E il tempo 'perso' è tempo 'trovato' e 'conservato', così che il narrato possa avere e mantenere il suo posto nella memoria.
E' il caso de 'I cercatori di pace', di cui nel lontano 2018 ho letto solo la 'visual story', pur avendo comprati entrambi insieme.
E dopo la lettura vengono le domande, lecite.
Se chi appartiene ad una o ad un'altra generazione abbia, o abbia avuto, ideali, idee, fantasie, progetti, in comune e quali siano state le fonti di essi.
Su l'uno o l'altro degli argomenti a disposizione dell'interesse.
E la risposta è lì, proprio nel vissuto forse, ma non si rivela del tutto, non chiaramente.
Nel caso particolare, quel che mi viene spontaneo rilevare è il tema della comunicazione mentale.
Anche in 'Stelle' è un elemento fondante.
Chi, o cosa, l'avrà portata alla nostra attenzione?
E' un istinto 'naturale' di cui abbiamo sentore ma non conoscenza, che prima o poi verrà fuori o una mera fantasia indotta dal desiderio?
Chissà?!
'I cercatori di pace - visual story'
Niccolò Pizzorno - I cercatori di pace - Visual story - dei Merangoli
(L'edizione del dicembre 2018 è a tiratura limitata, numerata e firmata dall'autore. Ha anche due segnalibri a figura componibile.)
E' la storia de I cercatori di pace, il romanzo, narrata in novanta illustrazioni che descrivono, raccontate in poche righe, in italiano da parte di Laura Costantini cui segue la traduzione in inglese delle stesse da parte di Stephen Gore, i punti salienti della vicenda.
Una narrazione per immagini e parole che, nella sua essenzialità, riesce a rendere i fondamenti del romanzo.
La trattazione è sicuramente semplificata, ma l'intensità è tale da far provare la stessa emozione della lettura del romanzo anche senza averlo fatto.
E, proprio per non avere più di un certo numero di parole a disposizione, il mistero non è affidato ad esse ma alle immagini, che attendono al loro compito egregiamente, stimolando la fantasia del lettore nell'accettare il proposto e nel collegarlo all'archivio immaginario che gli è proprio.
'I cercatori di pace'
Laura Costantini - I cercatori di pace - dei Merangoli
Un mondo terraformato in cui una guerra che dura da cinquecento anni ha distrutto la civiltà tecnologica.
Due regni: Oqrius e Dafmor, una repubblica: Neapyx, una terra dominata dall'anarchia: Kiderion.
Una lingua comune, un dio unico, scisso in due tendenze: quella spirituale, maschile, il Cielo, quella materiale, femminile, la Terra. La guerra ha minato la credibilità di entrambe, spostando il culto sulla Grande Macchina, sulla tecnologia che prima o poi avrebbe fatto il suo ritorno.
Un pericolo esterno, una cometa in rotta di collisione, spinge i governanti a cercare, tramite i propri emissari, Ghillean, guerriera e concubina di re Lionel IV di Oqrius, Litia, principessa erede del trono di Dafmor, Kimen, generale dell'esercito di Neapyx, a cui si aggiunge, per strada, Tarnell di Kiderion come protettore di Ghillean, il Mutato, un guerriero artificiale del passato, in grado, con la conoscenza del luogo dove esistono ancora le armi del passato, di sconfiggere, tramite queste, il pericolo imminente.
Ma l'esistenza del Mutato crea il quesito del suo futuro possesso da parte di una delle parti ancora in lotta, e scatena una più subdola ricerca nella ricerca.
La storia de I cercatori di pace è il viaggio di questi emissari, che racconta azioni e sentimenti di ciascuno di essi, mossi entrambi dalle situazioni, dove, però, non tutto quello che viene percepito e che le scatena, è la verità.
E' un romanzo complesso, per profondità di contenuti, a cominciare dalla struttura del mondo, in cui nulla è lasciato al caso e in cui, pagina dopo pagina, si scoprono sfaccettature della complessità o ne vengono chiariti aspetti.
Si può considerare un romanzo 'ecologista', dove per 'ecologia' venga inteso il rispetto di ogni 'altro' in natura, sia esso umano, animale, insetto, vegetale o roccia, e, soprattutto la composizione di questi elementi.
In ogni caso è un romanzo che costringe a riflettere sui modi di pensare, di agire, sulle scelte di ognuno e della società a cui si appartiene.
I personaggi sono vividi, reali, affrontano e subiscono, combattono, amano, vincono e perdono le sfide della vita, la sua quotidianità.
Due donne, due uomini, a cui se ne aggiunge un terzo, il Viandante, che sconvolgerà gli equilibri del viaggio con la sua presenza, con la sua essenza, e tirerà i fili della sorte di tutti e di ognuno, esso stesso compreso.
Non è un romanzo leggero, per temi generali, per situazioni particolari, non potrebbe esserlo, ma è scorrevole e fluido, ed è di una semplicità, intesa come chiarezza e coerenza, affascinante e preziosa.
Lo svolgimento degli avvenimenti è in minor parte costituito dal racconto dei fatti generali da parte di Eiren, personaggio a tutti gli effetti, in maggior parte dalla narrazione del viaggio.
Non c'è predominanza maschile o femminile, nel tono della storia, ma c'è una forte componente realistica nel modo di agire, di essere, dell'uno e dell'altra, che rende i comportamenti di ogni personaggio giusti e coerenti con essi stessi anche quando potrebbero essere non giustificabili dall'esterno per il tipo di azione, per la sua violenza o inappropriatezza fuori dallo specifico contesto.
E' un mondo di fantasia, ma, nello stesso tempo, non lo è, e, senza alcun dubbio, l'ispirazione al reale guida le scelte dell'autrice, che, in ogni caso, tratta ogni argomento con la delicatezza e la competenza che spettano al soggetto, e che sono caratteristiche del suo modo di scrivere.
Il titolo è il fine ultimo della ricerca, del viaggio intrapreso, anche a livello personale, di ognuno dei protagonisti.
Otto illustrazioni, più quella di copertina, sono il contributo di Niccolò Pizzorno, che, con la sua particolarissima tecnica illustrativa, rende ancora più completo il romanzo.
mercoledì 11 marzo 2026
racconti vissuti
Racconti di famiglia, racconti della propria famiglia, racconti della manifestazione di asocialità più caratterizzante del genere umano.
Una volta si raccontava di più.
C'era il desiderio di parlare di sé, del proprio vissuto.
Anche quando era triste, doloroso.
C'era la curiosità di conoscere, di sapere.
La ripetizione faceva memoria, anche quando questa non era la propria.
Diventava l'appiglio, il collante, per i ritrovamenti, fossero essi oggetti o documenti, che non solo avevano un senso, ma ne creavano altro.
Ho l'impressione che questo patrimonio, non solo fisico, ma soprattutto mentale, sia andato un (bel) po' perso, anche se si cerca di attingervi come ad una vitale necessità, senza tenere in considerazione il fatto che, una volta perse, abbandonate, certe nozioni, certi ricordi, certe prove tangibili, non sono più recuperabili, e ci si può, nel caso, affidare solo all'oggettività esterna, ufficiale.
'Meglio così'
Amélie Nothomb - Meglio così - Voland trad. Federica Di Lella
Bruxelles, estate del 1942, Adrienne ha quattro anni, sua sorella Jacqueline è di poco più grande, l'una la trascorrerà dalla nonna materna a Gand, l'altra da quella paterna a Bruges.
La assegnazione è dovuta al carattere delle bambine, oltre che a quello delle nonne: resistente, con un forte istinto di sopravvivenza Adrienne, più debole, tendente ad isolarsi per proteggersi, Jacqueline; dispotica, poco incline a provare e a manifestare amore, con l'unica eccezione di quello riservato ai gatti, la nonna di Gand, accogliente, benevola, ma decisa e risolutiva, quella di Bruges.
Dall'estate successiva, entrambe le sorelle vanno a Bruges e la storia prosegue raccontando le vicende familiari durante gli anni della guerra e quelli immediatamente successivi, fino al matrimonio di Adrienne.
Che non è soltanto la protagonista, ma, in incognito, anche la persona a cui è ispirato, a cui è dedicato, il volume, cioè la madre della scrittrice.
E' sua la vicenda narrata, a memoria del suo congedo da questo mondo.
Un evento che, pure nella sua naturalità, ha lasciato un segno.
Differente da quello analogo relativo alla dipartita del padre della scrittrice.
E, così come è stato diverso il suo rapporto con ciascuno dei suoi genitori, diverso è stato il modo scelto per raccontare di ognuno di loro.
Essendo questa cosa palese, l'autrice ha ritenuto opportuno spiegare, in un paio di capitoli in coda al romanzo, di questa relazione fatta di differenze, di similitudini, con l'uno o con l'altra, di amore semplicemente dissimile nel manifestarsi e nell'essere percepito.
Una coda interessante e coinvolgente, per un romanzo perfettamente in linea con le atmosfere narrative di Amélie Nothomb nonostante l'argomento e i personaggi siano reali, e con essi il coinvolgimento sia, da parte sua, strettamente personale.
Canzone del mese
Marzo
U2 - The Fly - album: Achtung Baby
"It's no secret that the stars are falling from the sky
It's no secret that our world is in darkness tonight..."
Citazione del mese
Marzo
Banana Yoshimoto - Le strane storie di Fukiage - Feltrinelli
"C'è qualcosa, nell'atmosfera dei luoghi che custodiscono segreti, capace di inebriare le persone."
giovedì 19 febbraio 2026
di storie giapponesi
Dopo un Giappone 'magico' raccontato da una italiana (Monica Fumagalli, Horishi, Maestro d'inchiostro), due versioni del Giappone raccontate da due giapponesi (Asako Yuzuki, Aquarium; Banana Yoshimoto, Come un miraggio).
In Aquarium quello reale, moderno, frenetico, se pur legato al passato da usanze, tradizioni, regole, convenzioni sociali, che impone un certo modo di comportarsi soprattutto alle donne.
In Come un miraggio un mondo altrettanto reale e moderno, ma più lento, perché mediato dall'individualità, che, pur sottostando alle regole della società, le sovverte imponendosi.
Due, anzi tre, visioni di un Paese complesso e in costante evoluzione, dove passato, presente e futuro coesistono, e, pur cozzando fra loro, con tutto quello che ne consegue, si integrano, si compensano.
'Come un miraggio'
Banana Yoshimoto - Come un miraggio - Feltrinelli 2026
trad. Giorgio Amitrano
Edizione italiana di due racconti, 'Come un miraggio' e 'Santuario' [Utakata / Sankuchuari], pubblicati in Giappone nel 1988.
Nel primo, due giovani, una lei e un lui, fratelli non di sangue, si trovano in età adulta, e mentre tra di loro nasce un sentimento che va oltre la fratellanza, riuniscono quella che, in effetti, è la famiglia di cui fanno parte.
Nel secondo, un ragazzo universitario e una giovane donna, entrambi segnati dallo stesso tipo di lutto, attraverso l'azione confortevole e liberatoria del pianto, si avvicinano, e, in seguito, tramite la quotidiana frequentazione, si rendono conto che un futuro insieme può essere possibile e piacevole.
Due storie semplici e lineari, ma ricche e coinvolgenti.
Personaggi altrettanto semplici, ma che agiscono ricordando un passato e progettando un futuro.
Entrambe le storie sono strutturate sull'analisi dei sentimenti e delle azioni, e il raffronto fra prima e dopo, fra vita e morte, è costantemente presente.
Due storie senza tempo, non fosse che per piccoli dettagli a cui siamo ormai abituati e che, influenzando i comportamenti attuali, si fanno notare per la loro assenza.
Due narrazioni sull'amore fuori dagli schemi tradizionali, potenti nella loro naturalezza e genuinità.
'Aquarium'
Asako Yuzuki - Aquarium - HarperCollins 2025
trad. Bruno Forzan
Eriko Shimura lavora nella divisione prodotti ittici di una grande azienda e abita coi genitori nella casa di famiglia al centro di Tōkyō.
Shōko Maruo è una casalinga che viene da un paese agricolo, è sposata e scrive un blog: 'Il diario di Ohyō, casalinga fallita'.
Sono entrambe trentenni, con quello che, per entrambe, se non un problema, è una fonte di disagio: non hanno amicizie femminili.
Eriko segue il blog di Shōko e ne è affascinata al punto tale che, combinando ragionamento e casualità, riesce ad incontrarla.
La prima impressione, per entrambe, è buona, ma i due caratteri, le rispettive esigenze, per quanto complementari e allo stesso tempo simili, non si combinano nella (im)perfetta sincronia di una amicizia, e il rapporto fra le due donne si trasforma presto nel dominio sull'una e della sopportazione dell'altra, favorito, da un certo momento in poi, da un segreto compromettente di una delle due.
La situazione evolverà e si risolverà, ma non nei modi sperati da ognuna delle due.
E' un romanzo che esplora le dinamiche dei rapporti femminili in un Giappone ancora prevalentemente maschilista, dove le donne sottostanno a regole sociali molto rigide per essere considerate in una certa maniera, per poter raggiungere certi obiettivi.
Eriko e Shōko, nei mondi che si sono costruite, vivono una sorta di vita ideale, che, al rispettivo confronto, vacilla.
Ma vacilla nelle implicazioni di essa con le altre persone.
E' soprattutto il fattore comune, la mancanza e quindi il desiderio di rapporti di confidenza e socialità con altre donne, a creare disagio invece che comunanza.
Però, lo scontro fra le due donne farà crescere e maturare entrambe e ad entrambe fornirà una nuova possibilità di essere se stessa.
Il racconto dei fatti, nella loro quotidianità, scorre fluido, e l'alternarsi delle scene riguardanti Eriko e Shōko non distoglie l'attenzione dalla storia di cui fanno parte.
Accurata è l'analisi della loro personalità, arricchita dai gesti che caratterizzano ciascuna.
Accurata è anche quella dei personaggi co-primari: Yasuyuki Sugishita, il collega di Eriko, Maori Takasugi, una collega, Keiko, un'amica di infanzia; Kensuke, il marito di Shōko, il fratello, il padre di questa.
Non è un romanzo corale, perché l'attenzione è concentrata sulle due donne, ma esse sono pienamente inserite nella loro vita e questo implica la presenza attiva e sostanziale, degli altri.
Interessante è l'analisi delle dinamiche sociali, portata avanti in maniera diretta ma discreta per non appesantire il racconto.
Piacevole è inserirsi nel fluire del tempo attraverso i gesti usuali, le abitudini, il vissuto.
Realistico e calibrato il rapporto fra le due protagoniste, che, oltre ai comportamenti di ciascuna, singolarmente e nei confronti dell'altra, analizza con precisione le scambievoli impressioni prodotte, così che il lettore possa capire la motivazione di ogni azione compiuta da entrambe.
L' 'aquarium' del titolo, cioè un contenitore fatto di materiale trasparente che ospita un ecosistema acquatico, è presente fisicamente nel racconto, ma è anche il luogo chiuso, confinato, del racconto stesso, in cui si muovono e interagiscono i protagonisti di questa storia.
Ricco e utile il glossario presente in coda.
mercoledì 11 febbraio 2026
di gadget a pelle
Una volta, i gadget erano merce rara. O, quantomeno, costosa.
Così, ogni minuzia, ogni immagine trovata quasi per caso, era preziosa.
Atlas Ufo Robot.
Esistevano i personaggi da poter stringere fra le mani, esistevano le riproduzioni del robot dal livello collezione a quello bancarella da fiera, ma sempre irraggiungibili per la media.
E poi ci sono state le gomme da masticare.
Con dentro i tatuaggi dei personaggi, del mondo, di Atlas Ufo Robot.
Lunghe forse quattro dita, rettangolari, strette forse uno, spesse.
Non mi ricordo la marca, non mi ricordo il sapore.
Ricordo l'aspettativa.
Di qualcosa di superfluo che si riusciva ad ottenere al posto di altro.
E, chissà dove, sono ancora lì: Alcor, Actarus, Re Vega e pochi altri.
Perché un tatuaggio che esce da una gomma da masticare non è eterno.
Un'immagine dei tuoi eroi del momento, se ben conservata, invece sì.
dei tatuaggi
Difficile chiarire il sentimento per il tatuaggio, in cui si fondono desiderio e paura, con alla base l'ammirazione e il piacere, quando la pelle è ancora lattea e immacolata.
Eppure, il disegno sulla pelle è di per sé una conquista.
Di cui si abusa, certamente, perché ricoprirsi d'inchiostro non è esplicitare se stessi attraverso un tratto che ci raffigura, che racconta di noi.
L'intensità dei sentimenti, dei pensieri, è preziosa, sacra, e il simbolismo serve a poterla rendere pubblica.
Li guardo, cerco di interpretarne il significato, di indovinarlo, se posso chiedo spiegazioni, il più delle volte guardo e basta.
E faccio raccolta di ipotesi.
In cui credo, dal piacere estetico al significato personale.
Simboli, disegni.
Monocromatici, a colori.
Non amo le scritte, anche se le comprendo come scelta.
'Horishi Maestro d'inchiostro'
Monica Fumagalli - Horishi Maestro d'inchiostro - Saga Edizioni 2023
Horishi è un maestro tatuatore, ha il potere di animare i tatuaggi che crea, facendoli sgorgare da coloro che glieli richiedono ed è un gatto, così come hanno teste di animali i suoi clienti.
Ma Horishi, nella sua vita millenaria ha un momento di stanchezza, non riesce più a percepire il senso della sua opera, anche se ricorda il passato con soddisfazione e non si sottrae al lavoro.
C'è poi una presenza, un'ombra, che lo segue e lo rende ansioso e agitato.
E c'è una creatura mutaforma, una kitsune, che lo avverte che deve ritrovare quello che sta cercando o deve farsi trovare da chi lo sta cercando.
Horishi individua in questa entità un panda rosso e lo insegue, senza però riuscire a raggiungerlo, ma il suo lavoro riprende vigore e le situazioni lasciate in sospeso dal passato trovano compimento. Fra esse, lo stesso incontro col panda, in cui si manifesterà la svolta della sua vita e della sua professione.
Un racconto 'magico' ma molto reale, strutturato in un prima, i capitoli dall'uno al sei, un chiarimento che è l'inizio del prosieguo, un dopo, i capitoli dall'otto al tredici.
Una lettura appassionante, profonda nei concetti, facile nella resa scrittoria.
L'ambientazione, curata e precisa, rende senza alcun dubbio possibile e credibile ogni scena, ogni personaggio, ogni dettaglio.
Le illustrazioni a cura di Marga Biazzi arricchiscono il volume e rendono reali all'immaginazione del lettore alcuni personaggi, e con essi la storia.
il glossario in coda chiarisce il significato dei termini non comuni.
Canzone del mese
Febbraio
Ozzy Osbourne - Desire - album: No More Tears
"It's the same old desire
Nothing has changed, nothing's the same..."
Citazione del mese
Febbraio
Banana Yoshimoto - Le strane storie di Fukiage - Feltrinelli
"Sapevo bene che non c'è niente che gli esseri umani temono quanto il riaffiorare di un desiderio cui avevano già rinunciato."
sabato 31 gennaio 2026
Perla fuori misura
Mi accosto ad una vetrina, attirata da stivaletti color cuoio, e dato l'ingresso libero, entro e comincio a guardare.
La commessa sta servendo altre persone e aspetto controllando i numeri dei modelli che mi piacciono.
Poi mi si avvicina e chiedo se ha il 35 o, dato il tipo di scarpa, il 36 se piccolo.
Alla mancanza dei suddetti numeri aggiunge: "Perché non prova il 37?".
Cosa non ti è chiaro, ragazza?
domenica 25 gennaio 2026
mondi differenti
Due mondi: quello sconosciuto e del tutto nuovo di SeleS, quello noto e familiare di Rise Keep Survive.
E sentirsi a casa in entrambi, in compagnia di personaggi conosciuti così come di perfetti, al momento, estranei con cui vai d'accordo al primo sguardo, al primo gesto.
Un mondo fantascientifico e uno realistico.
Una serie che nasce, una che (forse) si conclude.
La sostanza dei racconti è diversa, lo sono le emozioni che suscitano, le riflessioni che ne derivano, ma la capacità di attrarre l'attenzione del lettore è, fondamentalmente, la stessa.
'Rise Keep Survive'
Laura Costantini - Rise Keep Survive - Racconti rock - self printed by Amazon Italia Logistica 2025
Sei racconti, sei canzoni, sei episodi con date precise, che accrescono la storia di 'KL and the Victorians':
. il talent show del 2012
. l'arrivo di Stan Van Hold nel 2016
. il pericolo della fine della storia nel 2017
. il segreto di Stan nel 2018
. la manifestazione della libertà nel 2019 [a firma di Lucia Guglielminetti]
. il Natale del 2019
per farci conoscere i turbamenti dell'animo di Robert Moncliff;
per spiare la nascita del rapporto fra Kiran e Stan;
per analizzare le conseguenze del ferimento di Robert;
per capire la causa di quel che verrà etichettata come debolezza;
per ricordare che la musica è potenza, a tutti i livelli;
perché tutti meritano la felicità, fosse pure solo per una notte.
Ogni episodio, al di là dell'anno riportato e del suggerimento di lettura dell'autrice, si incastra facilmente nella storia di Kiran, Robert e Stan che abbiamo conosciuto nei tre volumi da cui è costituita [Give me wings to fly, I don't care if I die, Nobody else like Emory] e racconta quel piccolo di più che è stato sottinteso nella narrazione principale ma che ha stuzzicato la fantasia, il voler sapere, del lettore fedele.
Non sono un riempimento di lacune, sono un approfondimento, e il poterli posizionare con esattezza nel già conosciuto, rende la lettura gradevole e gradita.
'SeleS - Il mondo perduto'
Elena Balocco - SeleS - Il mondo perduto vol.1 - self printed by Amazon Italia Logistica 2025
N.B.: la parola seles è scritta con la 'e' e la 'S' dopo la 'l' speculari alle prime 'S' e 'e'. Non ho trovato i caratteri per rendere al meglio questa cosa, quindi la scrivo SeleS.
SeleS, uno dei tanti pianeti dell'Universo, uno fuori dalle rotte conosciute, su cui va a schiantarsi, a causa di una particolarità astronomica della stella attorno a cui ruota, Devalos, la nave spaziale Salvarian.
Degli ufficiali di questa, Rowan è l'unico sopravvissuto, e, insieme ai pochi altri risparmiati, viene salvato dal Gulliver, il veliero al comando di Jerk.
Tutti i superstiti del Salvarian hanno i loro segreti, ma quello di Rowan è il più pericoloso di tutti: il marchio che lo fa appartenere al Culto, ma che, per la sua particolarità anche all'interno di esso, gli è costato l'esilio dalla sua stessa gente.
Il governo di SeleS è retto dalle Gilde, e ogni forma di conoscenza proveniente dall'esterno, dagli altri mondi, è asservita ad esse.
La Federazione dei 12 è il gruppo di città fondate dagli originari terraformatori superstiti dello schianto della loro nave spaziale.
Rowan, con un piccolo gruppo reduce da disparate vicissitudini, decide di raggiungere la Federazione, detentrice delle conoscenze originali, e il viaggio inizia.
Questo l'argomento del primo volume di una quadrilogia fantascientifica che conquista dalla prima pagina per l'ambientazione, curata e precisa anche nei minimi dettagli scientifici, per i personaggi, potenti e definiti nella loro complessità di azioni e sentimenti, per la storia, lineare, ricca e mai banale.
Gli avvenimenti si susseguono nella loro complessità in maniera organica ed equilibrata, senza forzature, seguendo un percorso che risulta ovvio e necessario, e mai finalizzato ad ottenere qualcosa di diverso dalla opportuna successione dei fatti.
Anche la resa letteraria del racconto è precisa e curata, garantendo una lettura piacevole e scorrevole, che permette di concentrarsi sugli episodi e immagazzinarli nella memoria con facilità.
Il volume è arricchito da una mappa delle terre emerse di SeleS e da un glossario, e, oltre che delle opportune citazioni, è fornito di una dedica che merita di essere letta tanto quanto il libro.
venerdì 9 gennaio 2026
di quadrupedi al passo
Non mi ricordo dove fosse, quando nemmeno, ma piccola ero e il maneggio offriva una sorta di giro dimostrativo ai bambini, su una cavalcatura affiancata dall'istruttore.
Forse ascoltai con troppa attenzione istruzioni non per me, fatto sta che dopo il giro, una camminata su un percorso circondato da alberi, l'istruttore lasciò la briglia o quel che era e io, curiosa, la tirai per farlo girare.
Ecco.
Solo per vedere come e se funzionava.
E funzionò.
E mi feci il secondo giro da sola.
Baldanzosa e sorridente, forse perché durante il primo giro era andato tutto liscio.
E alla fine del secondo, magari toccò ai miei pagare il secondo.
(O magari si pagava pure il primo, chi se lo ricorda?)
'Elogio del cavallo'
Juliette Nothomb - Elogio del cavallo - Voland 2024
trad. Federica Di Lella
Ognuno ha la passione, la propensione a sentirlo vicino, simile, compagno, per un altro essere vivente che non sia un umano.
Non è necessario possederlo: si è posseduti da esso anche a distanza, in teoria, perché esso dà vita alla nostra fantasia animale e ci ricongiunge ad essa.
E così l'animale dei nostri sogni diventa parte integrante della nostra vita, del nostro modo di interpretarla, anche se e quando ne siamo lontani.
Juliette Nothomb è affascinata dai cavalli
Lo è dalla prima volta che, bambina, ne ha visto uno, e l'amore che prova per questi esseri si svilupperà nel corso della sua vita, soprattutto fino alla fine dell'adolescenza, attraverso i vari scenari in cui si troverà a vivere.
Elogio del cavallo è il racconto di questa parte della sua esistenza, descritto in funzione della presenza di questi quadrupedi nel suo quotidiano.
Non solo.
Poiché si spinge ad esaminare brevemente la figura del cavallo nella letteratura e nella storia, fornendo altre ragioni, al lettore, per sostenere la sua causa.
Una causa portata avanti senza pretese di convincere, ma giustificando questa propensione attraverso un racconto fluido e ricco di immagini, ricordi, suggerimenti, che convincono anche chi se ne è sempre tenuto lontano, a considerare il cavallo come compagno imprescindibile dell'uomo nel passato, ma anche, in forme diverse, nel futuro.
Canzone del mese
Gennaio
Suede - Everything will flow - album: Head Music
" Under the jet plane sky
Sleep away and dream a dream
Life is just a lullaby-by... "
Citazione del mese
Gennaio
F. Soprani - V. Corella - Victorian Vigilante vol.1 - Nero Press Edizioni
" «Energia è ciò che siamo stati, siamo e saremo» gli rispondeva lui ogni volta «poco importa in quale forma siamo imprigionati, in quale sostanza inerte o viva. Noi siamo parte del tutto che scorre e muta, inesorabile, eterno». "
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