venerdì 22 novembre 2019

Cose da cani

Sono fuori zona, in un' altra città, non posso conoscerlo.
Lo vedo correre come un pazzo e arrestarsi, poco davanti a me, quando, alle spalle di qualcuno che è entrato, il portone delle scale di un palazzo che affaccia sulla strada, si sta chiudendo in maniera da non permettergli di entrare.
Nulla di inconsueto, quando c'è la brutta abitudine di far andare a fare 'la passeggiata' ai cani da soli.
Mi fermo e lo guardo, faccio anche una sorta di segno al tipo che è entrato, ma è troppo lontano per prestarmi attenzione.
Il cagnetto mi guarda e comincia ad abbaiare, indicandomi la porta chiusa.
'Lo so, bello mio!', gli dico, osservando il collare, 'Ma non so a chi bussare!'.
Lui non vuol sentire ragioni e comincia ad annusarmi.
Poi abbaia.
'Non hai la targhetta col nome e cognome.', gli dico ancora, 'A chi busso? Mica posso citofonare a tutti!'.
Protesta abbaiando, sospira stizzito alla maniera dei cani e, sempre alla maniera dei cani mi manda dove vuole mandarmi.
Allora riprendo la mia strada.
Mi segue per un po', e ogni tanto mi manda un'occhiataccia.
Ad un certo punto prende la corsa. Lo vedo raggiungere un albero sul marciapiedi, usarlo come toilette e tornare frettolosamente sui suoi passi. Evitandomi, però.
Come se gli avessi fatto un'offesa mortale e imperdonabile.

giovedì 14 novembre 2019

'La lingua perduta delle gru'

David Leavitt - La lingua perduta delle gru - Oscar Mondadori
 
"Perché Jerene ne era convinta, ciascuno, a modo suo, trova ciò che deve amare, e lo ama; ... qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo."
 
Jerene è colei che divide la casa con Eliot, l'amante di Philip, figlio voluto e amato di Owen e Rose.
Sta portando avanti un'interminabile tesi sui linguaggi inventati, quando si imbatte nella storia di un bambino, che, nella situazione di abbandono in cui viveva, ha trovato conforto e insegnamento di vita nel farsi auto-adottare dalle gru di un cantiere.
E' questa, dunque, la domanda che David Leavitt ci pone: siamo tutti nella stessa condizione del bambino-gru, anche se non ce ne rendiamo pienamente conto, quando facciamo in modo che il mondo che ci circonda ci crei a sua immagine e somiglianza? Ma la nostra vera natura, in quel caso, non viene alterata?
Utilizzando questa chiave di lettura, per il romanzo, la risposta può essere solo 'sì', per entrambe le domande.
Owen, Rose e Philip  sono una famiglia come tante, affiatata e soddisfatta, ma i cui componenti, presi singolarmente celano segreti che, potenzialmente, potrebbero metterne a rischio la stabilità.
Segreti che scaturiscono dal non detto, dal celato perché non accettato dalla società e quindi da se stessi. Segreti che però, in definitiva, non sono del tutto tali, perché, nel momento in cui vengono svelati, risultano tali a chi li mantiene e non a chi li si rivela, anche se questi ne acquisiscono consapevolezza solo in quel determinato momento.
Così, c'è, da parte di Owen, il rimorso per aver costruito il matrimonio sulla base di una bugia sessuale, che viene compensato dal tradimento, da parte di Rose, che scaturisce dall'insoddisfazione fisica procurata da tale bugia, e il celare, da parte di Philip, la propria inclinazione sessuale.
Il rapporto fra i tre, come famiglia, però, non è conflittuale, in quanto ognuno di loro vive la propria vita all'interno di essa, Owen e Rose celando apertamente i propri segreti, Philip nascondendoli solo ai suoi genitori, nonostante l'interazione interpersonale difetti nel rispetto reciproco, nella comprensione e nell'accettazione.
Owen è, a modo suo, la  figura più patetica, ma anche la più tenera.
In perenne conflitto con se stesso, conduce una doppia vita, cercando di tenere separati i due aspetti di essa, senza rendersi conto che il punto di unione fra essi è costituito da lui medesimo.
E' decisamente affine, a Rose, ci sta bene insieme, ma, incapace di instaurare con lei un completamento reciproco dal punto di vista sessuale, non riesce ad avere con lei la confidenza e la complicità necessarie per manifestarglielo.
Rose è vittima consapevole di uno stile di vita preconcetto e rassicurante che impedisce l'esternazione dei sentimenti più intimi, pur giustificando azioni eclatanti.
La scoperta dell'omosessualità di marito e figlio la getta in una realtà ostile ed estranea che potrebbe non essere una condizione così estrema se lei avesse in sé i mezzi per affrontarla in maniera meno drastica.
Philip è forse la figura, allo stesso tempo, più difficile e più facile da comprendere: si cela alla famiglia, si rivela al mondo.
La sua intrinseca ambiguità, costituita da una falsa pienezza di sé e una dichiarata insicurezza, però, lo presenta in maniera equamente gradevole e molesta a chi gli sta intorno, suscitando sentimenti contrastanti che non risolvono a suo favore le situazioni.
Eliot è, invece, la figura più chiara e più limpida, al di là delle prerogative del suo carattere.
Brad è il ragazzo della porta accanto: la stabilità capace di riportare in una dimensione giornaliera e rassicurante la vita di Philip.
'La lingua perduta delle gru' descrive le dinamiche familiari, l'omosessualità e l'influenza dell'AIDS su di essa, negli anni ottanta. Se dal punto di vista del contenuto 'storico' può sembrare una visione 'datata', non lo è, però, né per gli argomenti, né per come essi vengono trattati: l'essere umano è sempre l'essere umano, e, sostanzialmente, il suo rapportarsi a se stesso e al mondo che lo circonda non cambia.
 

giovedì 24 ottobre 2019

'Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle stop'

Fannie Flagg - Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop - (ed. CDE 1995)
 
Alabama, Whistle Stop 1929-1967
Alabama, Birmingham 1985-1986
Whistle Stop è una cittadina nata lungo la ferrovia: al di qua vivono i bianchi, al di là i neri, ma, in pratica, tra i due gruppi, la convivenza è pacifica. Nel giugno del 1929, Idgie (Imogene), una delle figlie della famiglia Threadgoode, proprietaria dell'unico negozio della città, dove si può trovare di tutto, e Ruth Jamison vi aprono un caffè, nel quale, dalla porta sul retro, a dispetto di tutte le leggi, vengono serviti anche i neri.
A Birmingham c'è la casa di riposo 'Rose Terrace', dove, per fare compagnia alla vicina di casa in attesa che si abitui, vive Virginia, Ninny, Threadgoode, vedova di Cleo, e dunque cognata di Idgie, con cui, fra uno strappo dolce e uno salato alla dieta, farà amicizia Evelyn Couch, mentre la suocera, anch'essa ricoverata lì, si gode in solitudine la compagnia del figlio.
Questi i luoghi principali in cui si svolgono, raccontate attraverso il giornale settimanale del luogo, la voce narrante e i ricordi di Ninny, le vicende legate a chi gestisce e a chi frequenta il caffè, e quelle legate alla casa di riposo durante il fiorire dell'amicizia tra Ninny e Evelyn.
Le diverse fonti forniscono diverse visioni degli avvenimenti, fornendo al lettore un quadro, se non completo, almeno vario, ma tutte convergono nell'immagine che viene fuori dei Threadgoode: una famiglia speciale, che, con il proprio modo di essere riesce a condizionare la piccola società di cui fa parte. E così, la generosità, l'accoglienza, l'umanità, permettono, coll'esempio, di creare un mondo in cui fra bianchi e neri non c'è alcuna differenza, anche se una parvenza di diversità deve essere formalmente mantenuta per il bene di tutti, in cui, ad una ragazza che si ritrova ad essere responsabile della donna che ama e del di lei figlio, un padre dà la possibilità economica per impiantare un' attività che le permetta di mantenere la sua famiglia.
I valori dei Threadgoode si insinuano talmente in profondità nell'animo di chi li frequenta che anche i membri del Ku Klux Klan di zona finiscono per difendere i neri di Whistle Stop contro membri esterni, perché sono 'i loro'.
E l'età non affievolisce i sentimenti, così che Ninny, nonostante la nostalgia della casa e delle sue cose, di fronte all'assopita Evelyn, comprendendone i problemi, si sente in dovere di risvegliarla alla vita. Tra il racconto e l'ascolto, Whistle Stop le unisce e le fa diventare parte della stessa comunità.
E questo paesino lungo la ferrovia, fonte di bene e di male nella vita dei suoi abitanti, nell'Alabama del primo quarto del secolo scorso così come in quella nell'ultimo, diventa l'immagine di un posto dove lo scorrere della vita viene affrontato al meglio, nonostante le difficoltà e i momenti brutti si alternino a quelli belli e alle cose positive.
'Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop' è una lettura piacevole e confortante.
Tolleranza, equità, amicizia, amore, sono i valori che questa storia propone all'attenzione del lettore.
Valori senza tempo e senza luogo.
E, in quest'ottica val la pena di ricordare che il Copyright by Fannie Flagg (Birmingham, 1944) è del 1987.

venerdì 4 ottobre 2019

Colori d'ottobre

Dopo il temporale, per caso, alzi gli occhi e ti si manifesta in cielo uno spettacolo inimmaginabile.
 
 
 

giovedì 26 settembre 2019

Alzare lo sguardo

Ogni tanto, se si guarda in alto, si scopre qualcosa di bello!
 
 

Stelle

Si procede a rilento, ma si procede, prendendo decisioni narrative anche di una certa rilevanza.
 
 

Pesci

Questi due vorrebbero girare per la stanza, me lo fanno capire ogni volta che possono, ma il meglio che posso offrire loro e di cui hanno dovuto accontentarsi, è una vasca più grande.
 

P:S.: 'A pesci donati bisogna provvedere.'