mercoledì 5 luglio 2017

'Un anno senza te'

Luca Vanzella - Giopota  - Un anno senza te - Bao
 
Cosa succede, nell'universo di chi è stato parte, anche per un periodo agli occhi degli altri breve, di una coppia, quando questa condizione finisce?
Per raccontarlo si parte dai ricordi, dai sentimenti dell' uno per l'altro.
E da quelli di chi gli sta intorno: gli amici, il coinquilino.
E' attraverso tutte queste voci che si dà forma a colui che è stato parte dell'altro, ma che non ha più voglia, né diritto, di esserlo.
E, non essendoci più l'entità 'coppia', il resto del mondo chiama: al rapporto di amicizia, nei suoi vari livelli di consistenza e sentimento, al rapporto, nuovo, d'amore.
Ma, perché quest'ultimo sia onesto, bisogna avere il tempo di guarire la ferita lasciata dal precedente.
Questo tempo è scandito in fasi, raccontate come il succedersi dei mesi di un anno, e il racconto è fatto attraverso la descrizione della realtà oggettiva attraverso un'ottica personale, dove figure e situazioni possono sembrare fantastiche, ma appartengono, invece, ad una valutazione più sentita, ad una esternazione dell'immagine dei sentimenti e delle sensazioni talmente comune da accettarla come realtà vissuta in proprio.
Queste visioni oniriche, proprie e altrui, segnano il percorso attraverso il quale si raggiunge il riappropriarsi della propria vita e dei propri sentimenti, e non importa che i mesi passino, qui ne sono serviti dodici, ma avrebbero potuto volercene anche il doppio, perché è sì la volontà di uscire da una situazione, fondamentale, ma perché la sua forza agisca 'ci vuole del tempo'.

venerdì 30 giugno 2017

Antica perla nazionale

All'inizio di maggio, Emmanuel Macron è stato eletto presidente della Repubblica francese.
Questi ha trentanove anni e dall'ottobre 2007 è sposato con Brigitte Marie-Claude Trogneux, che di anni ne ha sessantaquattro.
Questo non ha scandalizzato i Francesi, ma gli italiani hanno avuto da ridire:
 
E il vecchietto in metropolitana, cercando di mostrarsi erudito sulla politica internazionale, rivolgendosi alla coppia di turisti francesi in visita alla città, esordisce in italiano: 'E' giovane il vostro presidente!', per cadere nella scia dell'irrispettoso e stupido tormentone mediatico del: 'Ma si fa accompagnare dalla madre.'.
All' espressione sconcertata e incredula dei due, che poco prima mi avevano chiesto informazioni relative al treno, mi è toccato tradurre -in inglese- la frase, che, del resto, era stata ben compresa nella sua essenza e che aveva scatenato in loro una palese sensazione di disagio, puntualizzando che quella era l'opinione, per altro non condivisibile, del vecchietto, e di fatto mentendo spudoratamente, perché era invece opinione di maniera abbastanza diffusa.

venerdì 23 giugno 2017

Tornare ad essere

Riprendere la penna in mano non è facile.
E' diverso dallo scrivere con la mente.
Devi organizzare i pensieri, la forma, i suoni, in una struttura codificata e visibile agli altri.
Non puoi lasciare un'immagine in sospeso, sicura di ritrovarla lì anche fra cent'anni.
Devi ricombinarla attraverso tutta una serie di passaggi che ritornano ad essere automatici solo quando l'inchiostro ha ricominciato a scorrere.
Non basta il desiderio di volerlo fare, quando, come la protagonista di 'Da una storia vera' [Delphine de Vigan per Mondadori], non ti senti in grado di buttar giù neanche la nota della spesa.
Devi costringerti a farlo, riconquistare la consapevolezza che scrivere è parte essenziale di te.
Come leggere e ascoltare musica.

Estate?

Quando il caldo è l'unica cosa che riesci a percepire intorno a te, ti si presenta davanti agli occhi, in tv, l'unica scena capace di  riportarti, vivo, nel mondo: la pioggia.
Di fine autunno, quando ogni grossa goccia che cade a fianco alle altre è fredda, e l'aria è umida, ma non c'è gelo.
Quando basta avere vestiti caldi e scarpe impermeabili e l'ombrello.
Quando l'acqua, scorrendo, distorce la realtà, se i vetri che bagna sono inclinati.
Forse, solo per quei pochi istanti, allora, ti senti rinascere, rigenerata nell'illusione di poter affrontare un'altra notte d'ormai estate.

Memorie

E, passando per certi posti, ti trovi a ricordare quello che pensasti quando avevi un imprecisato, ma notevolmente inferiore ad adesso, numero di anni, e ti rendi conto, che, in questo momento, nella stessa situazione, penseresti esattamente quello che pensasti allora.

mercoledì 31 maggio 2017

Dal terrazzo

Fioritura insolita.
 
 
Fico d'india.
 
 
 

In vetro

C'è un negozio che ha in vetrina alcuni vasi di vetro pieni di questi giocattolini.
L'ho sempre guardato con invidia.
E, con vasi da conserve, ho cercato, in piccolo, di imitarlo.
Adesso che, pure se di un'altra forma, ho trovato un vaso che fa al caso mio, mi rendo conto che, per arrivare al suo livello, ce ne vorrà di tempo!