venerdì 5 luglio 2019

Dàimones - 'Il mostro'

Dany & Dany  - Dàimones: Vis Arcana, capitolo 1 : Il mostro - Làmia comics
 
Non sempre  si riesce a portare avanti il lavoro nei tempi che ci si è prefissati: ci sono impedimenti che non si può far altro che subire, ma quando nel lavoro c'è qualità, i lettori affezionati sanno aspettare. Se poi questa fedeltà viene premiata con un primo capitolo e una gallery da urlo, la fedeltà si trasforma in devozione.
'Il mostro', facendo proseguire con accortezza e precisione la storia, ci prospetta sviluppi interessanti e ci fa porre interrogativi fondamentali, sia sulla trama che sui personaggi, perché, davvero, tutto è molto più complesso e affascinante di quel che appare.
Quest'edizione limitata e numerata, la cui gallery, a colori, ricca di ben diciassette illustrazioni, di cui due a doppia pagina, che la carta scelta fa risaltare magnificamente, ha anche un piccolo post-credit scene, il cui protagonista è Kael bambino, che è un vero e proprio gioiellino.
Una particolare nota di merito è la cura con cui Dany O. e Dany S. confezionano sempre i loro prodotti per la spedizione.

mercoledì 3 luglio 2019

'Un certo Paul Darrigrand'

Philippe Besson  - Un certo Paul Darrigrand -  Guanda
 
Una foto ritrovata. Un ricordo. Due ragazzi.
La loro storia d'amore: breve, intensa, significativa.
E descritta da Philippe Besson in prima persona, che continua, così, la fase biografica delle sue narrazioni, iniziata con 'Non mentirmi', raccontando dell'anno di specializzazione post laurea trascorso a Bordeaux, dove conosce, allievo dell'altro corso, Paul Darrigrand, col quale, a sorpresa, è subito 'storia', è subito 'amore'.
Un amore dei più difficili, perché Paul è sposato con Isabelle, e, per quanto possa sembrare strano e inverosimile ai più, ama entrambi.
La loro relazione procede, quindi, in clandestinità, mentre la loro amicizia è sotto gli occhi di tutti, anche della stessa Isabelle. Poi succede l'imprevedibile: Philippe si ammala, e la prima paura è che sia sieropositivo. Non lo è, ma la situazione è altrettanto grave e si risolverà, molti mesi e molte cure fallite dopo, con un'operazione.
Nel frattempo, la storia con Paul subirà prima una modifica, per lo stage di Paul a Parigi, e poi, quando tutto sembrerà risolversi per il meglio, si chiuderà definitivamente.
La svolta autobiografica non cambia lo stile di Philippe Besson, semplice, intenso ed efficace, ma ne accentua il carattere episodico, mostrando, come in un album fotografico, le immagini che raccontano l'accaduto, quelle che si legano al suo vissuto letterario, e quelle precedenti o successive, nel tempo, relative ad esso. E' la stessa, intelligente, tipologia di narrazione utilizzata in 'Non mentirmi', che risulta piacevole alla lettura perché è in grado di conciliare la curiosità per l'accadimento personale con l'interesse per la storia, e che riesce a trasformare Philippe Besson, insieme alle altre persone di cui parla, in personaggio di se stesso, con le sue paure, i suoi dubbi, i suoi sentimenti, le sue emozioni.
Questo percorso 'nuovo' di scrittura, forse per la spontaneità di resa e per il legame con le sue opere letterarie prettamente 'romanzesche', non fa ripiangere queste, ma, anzi, ce ne fa apprezzare, a posteriori, la bellezza, facendoci valorizzare il lavoro, di trasposizione dalla realtà e di trasformazione in finzione dei fatti, del loro autore.

domenica 30 giugno 2019

Sul terrazzo

Aloe.



Questa sono anni che è lì, ma solo adesso ha deciso di fiorire, senza però togliermi il dubbio, visto che non ha fruttificato, se si tratta di una rosa o di un rovo!
 
 
E, dopo tante estati, abbiamo provato a ripiantare i girasole:
 
 
 

Bestiole estive






venerdì 21 giugno 2019

'Ho paura torero'

Pedro Lemebel - Ho paura torero - Marcos y Marcos
 
Santiago del Cile, 1986: lei, la Fata dell'angolo, affitta un rudere di tre piani, appunto all'angolo di un isolato del quartiere, e ne fa la sua casa di ricamatrice per le mogli dei generali; lui, Carlos, presunto studente universitario, le affida scatoloni pesanti e chiusi che lei utilizzerà come mobilia e le farà ospitare in soffitta le riunioni dei suoi compagni rivoltosi. Lei non chiede e non indaga, non le sembra corretto, anche se si lascia coinvolgere in operazioni ambigue e pericolose, ma questo non significa che non capisca quello che sta succedendo.
Il rapporto fra i due, complesso per la differenza d'età e per l'appartenenza fisica di entrambi allo stesso sesso, esiste, anche se si può dire che proceda su due piani diversi: la Fata è innamorata di Carlos, questi, dedito alla causa rivoluzionaria, prova per lei curiosità e affetto.
E' un rapporto impari, ma non totalmente squilibrato, forte nel momento in cui si trama per attentare al Dittatore, forte quando, fallito questo, bisogna pagarne le conseguenze.
Si sa, per amore si fa tutto, ma l'amore vero è quello dato o quello ricambiato?
La Fata conosce la risposta e agisce di conseguenza.
La scrittura di Lemebel, ricca di frasi che sembrano piccoli quadri si offre ad una lettura gradevole dello squarcio aperto sulla storia fra la Fata e Carlos, arricchito dai brevi ricordi dell'infanzia triste e violenta della Fata, da quelli del suo rapporto con la Rana, che togliendola dalla strada le ha insegnato a ricamare per mantenersi, e inframezzato dagli episodi della vita della Fata in cui Carlos non è protagonista e da quelli in cui si racconta del Dittatore e della moglie, sia in quanto individui, sia in funzione del contesto particolare formato dalla Fata e da Carlos.
Tutti i personaggi vengono sapientemente caratterizzati con poche e precise parole e con colorate immagini che ci fanno capire anche quello che viene taciuto e lasciato intendere.
Il titolo merita una menzione a parte, risultando, a comprensione dello stesso avvenuta nel corso della lettura, di una struggente dolcezza.

martedì 28 maggio 2019

'Perchè essere felice quando puoi essere normale?'

Jeanette Winterson - Perché essere felice quando puoi essere normale? - Oscar Mondadori
 
Raccontare la propria storia è darle forma, consistenza, valore. E' la necessità di avere qualcosa a cui appigliarsi quando le origini fluttuano nel buio.
Jeanette Winterson narra la sua, di bambina adottata, quindi voluta, scelta, ma come tutti i figli, inadatta a soddisfare le aspettative dei genitori.
Diventati cristiani evangelici pentecostali, Mr. e Mrs. Winterson sono una coppia in cui la dimensione fisica è inesistente.
Mrs. Winterson non ama la vita ed è infelice, aspetta l'Apocalisse ma cerca nella figlia l'amica che lei è stata per la propria madre.
Mr. Winterson sopporta e vive per sé.
Jeanette vuole essere felice.
Nell'Inghilterra del nord degli anni sessanta, le letture erano la Bibbia e i classici delle scuole serali, ma Mrs. Winterson legge anche i gialli, e permette a Jeanette di leggere saggi e opere di storia, proibendole, però, la narrativa. Sarà invece la narrativa, a portarle via, definitivamente, la figlia, più della insensata brutalità quotidiana. Brutalità fatta non solo di gesti, ma, soprattutto, di comportamenti. Mrs. Winterson è una donna intelligente, ma, essendo com'è, non è in grado di dare più di quel poco amore che dà. Jeanette lo sa, ma, ovviamente, non può bastarle, e si innamora. Di una sua coetanea. Questo la costringe a subire una specie di esorcismo, a decidere di tenere per sé i propri sentimenti e di andare via di casa. Così, per frequentare un nuovo amore va  a vivere in un'auto. Verrà poi ospitata da un'insegnante e, finita la scuola, si trasferirà a studiare a Oxford, dove inizierà la sua vita da adulta.
Jeanette Winterson inizierà a scrivere; si innamorerà, sarà corrisposta; cercherà la sua madre naturale e la troverà, senza mai rinnegare, seppur l'abbia fatta soffrire, quella adottiva; si riconcilierà col padre. Ci offrirà, in definitiva, l'esperienza della sua vita, dei suoi legami, dei suoi amori, della sua scrittura, come manifestazione della sua esistenza e dell'importanza di esistere, mostrandoci pure, con precisione, leggerezza, attenzione e puntualità, un interessante spaccato sociale e politico dell'Inghilterra.

lunedì 27 maggio 2019

'Ultimo giro al Guapa'

Saleem Haddad - Ultimo giro al Guapa - edizioni e/o
 
Potrebbe essere la mattina di un giorno come tanti, coi riti dello svegliarsi e della colazione, col lavoro di traduttore da svolgere e le mille altre incombenze da portare a termine in attesa di una probabile piacevole serata, e invece no. La mattina con cui inizia 'Ultimo giro al Guapa' è, per Rasa, giovane abitante di una capitale mediorientale nel periodo della "primavera araba", che, orfano, dopo aver studiato in America, vive con la nonna e la cameriera di questa, probabilmente, la mattina peggiore della sua vita. E non solo per quello che è successo nella notte appena trascorsa, ma per quello che succederà nel giorno forse più importante della sua vita: quello della resa dei conti, con se stesso e con gli altri.
La vita di Rasa è lineare e tortuosa al tempo stesso, scissa fra l'americanità, derivatagli dai genitori, in particolare dalla madre, e l'arabità, insita nello stile di vita della nonna paterna, Teta, scoperta durante il suo soggiorno di studio in America; tra l'amore per Taymour, il suo amante, e la necessità di nascondere agli altri questo amore; la volontà di contribuire, con la partecipazioni alle manifestazioni, alla rivolta e al cambiamento e l'istinto di sopravvivenza.
La storia di Rasa è quella di chiunque combatta, ogni giorno, fra il 'dover' essere e il 'dover' apparire dettati da una società in cui le regole non tengono conto delle necessità di tutti e di ognuno, creando situazioni di sofferenza e malcontento, facendo nascere nell'individuo la vergogna delle proprie azioni anche quando esse non avrebbero ragione di procurarne.
La società esiste, e non può e non deve, essere ignorata, però essa è formata da individui, da tutti gli individui, quindi, ciascuno di loro è responsabile di essa, e, volendo, può cambiarla.
Le tristi considerazioni di Rasa, in materia, sono la presa di coscienza di un uomo che rappresenta tutti gli altri: in pace con se stesso e con il prossimo finché non viene posto di fronte alla propria diversità nei confronti della massa.
Rasa è un giovane equilibrato, che riesce, seppur soffrendone, a far convivere le sue contrastanti esigenze, ma quando uno dei pilastri su cui si fondano le sue certezze, la nonna, mina questa stabilità, egli è costretto ad affrontare, tutte in una volta, le questioni, anche con lei, lasciate in sospeso.
Quello che, però, uscirà fuori, nella notte, in compagnia di Maj, l'amico di sempre, colui che gli è simile ma che ha il coraggio di mostrare se stesso, dopo una giornata di brucianti delusioni, dolorose considerazioni e propositi di resa, è un Rasa più forte, più leggero, più consapevole e più orgoglioso di sé.