lunedì 21 maggio 2018

dal treno

Fotografie in movimento.
 






 

giovedì 10 maggio 2018

Perla dietetica

E lo sento parlare al telefono con qualcuno e raccontare, in tono convinto, di aver mangiato, in una ciotola piccola (?) "Pasta e fagioli con le cozze 'dietetica'".
Datemi la ricetta, per favore.

domenica 6 maggio 2018

'Se muore il becchino'

Anna D'Alberto - Se muore il becchino - Aras edizioni
 
Citare qui la frase con cui inizia il libro verrebbe spontaneo, ma la suspense implicita in quella affermazione deve essere vissuta in quel momento, per poter entrare in argomento con il giusto stato d'animo.
La storia narrata è semplice e complessa allo stesso tempo e i personaggi sono caratterizzati in una maniera particolare la cui finalità verrà esplicitata solo nelle ultime righe.
La premessa è che, il raggiungimento del posto fisso in un ente pubblico -l'ambientazione del romanzo è italiana, vale la pena specificarlo- non permette di star tanto a discutere sul di che cosa ci si debba occupare, e quindi il cimitero è un luogo di lavoro buono come un altro (cosa vera di per sé, va detto), sempre che, però, non lo si identifichi con il posto tranquillo e silenzioso che appare da lontano, perché, frequentandolo, si scopre che, poiché i morti non muoiono mai veramente e i vivi continuano ad interagire con loro,  questo posto pullula di vita e di ogni aspetto relazionale legato ad essa. E si scopre pure che avere a che fare con entrambi, i vivi e i morti, da soli e in contemporanea, non è una cosa semplice da gestire. Non si può improvvisare e non è facile capire chi è più temibile.
E poi, ovviamente, c'è la Morte, con cui relazionarsi e con i cui affari e con i cui problemi da risolvere, venire in contatto.
'Se muore il becchino' è un piccolo romanzo ben scritto e gradevolissimo da leggere, che, per gli argomenti trattati e per il modo in cui ciò viene fatto, fa pensare e fa riflettere sulla vita che conduciamo e fa giungere alla mai smentita conclusione che forse, tutto sommato, in certe situazioni, è meglio avere a che fare con i morti che con i vivi.

'Dàimones' 2

Dany & Dany - Dàimones - Prima Lux - Vol.2 - Passenger press
 
E sì, da alcune settimane, la seconda parte di 'Prima Lux' è in cartaceo!
Anche questa volta ho preso sia l'edizione limitata (ancora la copia n° 10/30 con Aidan in copertina) sia l'edizione regolare.
Inutile sottolineare che la divisione in due volumi è puramente formale, perché la storia fluisce da un capitolo all'altro senza interruzione e, nell'ultima pagina, dove la parola 'fine' è relativa alla prima fase della storia, 'Prima Lux' appunto, si affaccia - letteralmente - sul futuro ['Vis arcana' ? 😉 😄].
E' forse anche inutile, ma va fatto, far notare che la cura dell'edizione di questo secondo volume, la cui prefazione questa volta è di Antonio Serra, è pari, e non poteva essere diversamente, a quella del primo.
In allegato con la prevendita, sempre per festeggiare il decimo anniversario della Passenger press, c'è 'The cross', un albo spillato di sedici pagine, in edizione limitata e numerata [il mio è il n°10/111], stampato su carta color avorio e con la copertina scura (sangue di bue?), contrasto adattissimo a richiamare l'antico, dove si narra appunto, senza parole, arte in cui Daniela Orrù e Daniela Serri sono Maestre, un episodio crudele e tenero della giovinezza di Ian.
E' difficile trovare nuove parole per elogiare l'opera di Dany & Dany, davvero difficile, quindi mi limiterò a definire 'Dàimones' 'semplicemente perfetto', in attesa di leggere il prosieguo della storia.

mercoledì 2 maggio 2018

Comicon2018

 
 
28 aprile -1°maggio, ventesima edizione della manifestazione.
Ne ho saltate solo due: la prima (o la seconda) e la diciannovesima.
Sarà stato per il ventennale, ma quest'anno mi è sembrata più calma e più pertinente, come non succedeva da tempo.
 

Tra i libri con disegno e dedica 'La giusta mezura' di Flavia Biondi, e quello che ha fatto vincere a Barbara Baldi il premio Micheluzzi come miglior disegnatore : 'Lucenera'.

 
Un grazie particolare va poi a Giopota, che, essendomi dimenticata a casa 'Un anno senza te', il disegno me l'ha fatto su un foglio gentilmente regalatomi da un'altra visitatrice.
 
 

sabato 28 aprile 2018

'La giusta mezura'

Flavia Biondi - La giusta mezura - Bao publishing
 
Il tratto incisivo e completo di Flavia Biondi, in un bianco, grigio e nero essenziale ma ricco di dettagli, racconta che le storie d'amore non sono mai facili.
Soprattutto quando, nel relazionarsi con l'altro, interferiscono fattori come la (pre)visione del futuro insieme, la convivenza a due, il lavoro, i soldi.
Perché, passare dalla condizione di studente fuori sede che lavora per mantenersi e vive in comunità il suo rapporto con l'altro, a quella di futuri occupanti singoli di un appartamento, con un lavoro più o meno stabile, è un cambiamento fisico e mentale notevole, che, tante volte, non viene affrontato da entrambi i soggetti allo stesso modo.
E allora, senza tradire amore e buona volontà, è inevitabile che saltino fuori i problemi e si facciano strada incomprensioni e malintesi, aiutati dall'esigenza di scoprire se non ci possa essere anche, magari, un cambiamento della rotta prevista.
Si può, allora, arrivare agli estremi, alla rottura, ma, se l'amore non si è consumato, allora si terrà conto della 'giusta mezura', quella che, cioè, tiene conto dell' 'umanità' delle persone, della loro 'limitatezza', e la storia riprenderà il suo scorrere. Non però dal punto dove si era fermata, ma da lì dove è giunta.

'Lucenera'

Barbara Baldi  - Lucenera  - Oblomov edizioni
 
Un racconto inglese dell'Ottocento: luci ed ombre, parole e silenzi, realtà e segreti.
Una storia semplice, quella di due sorelle caratterialmente diverse, divise da un'eredità che, nella sua forma, determina una fattura insanabile fra di loro.
La vita farà il resto, favorendo chi ha avuto la possibilità di godere a suo piacimento di quanto ottenuto, e penalizzando, nonostante la dedizione e il lavoro, chi ha avuto da gestire un patrimonio soggetto all'imprevedibilità degli eventi e all'usura.
Ma quando sembra che la forza d'animo e l'impegno non bastino per andare avanti, per superare le sempre crescenti difficoltà, ecco spuntare il soccorso, la possibilità del riscatto e della rivincita sulla vita attraverso le proprie doti.
La trama è chiara e lineare, e bastano poche, essenziali, parole, a raccontarla senza sminuirla, mentre i disegni con cui viene rappresentata -ogni vignetta può tranquillamente essere paragonata ad un quadro- sono semplicemente stupendi, capaci, con le loro tinte, col tratto sfumato e dettagliato allo stesso tempo, di descrivere ed evocare i paesaggi fisici e dell'anima, della quotidianità come dell'episodio eccezionale, che rappresentano la complessità dei sentimenti narrati.