lunedì 25 marzo 2013

Barbablù

Un'offerta miracolosa: una stanza, quasi un appartamento, affittabile ad un prezzo irrisorio.
E Saturnine, belga a Parigi per lavoro, ospite di un'amica, ci prova, e, nonostante la fila di pretendenti -tutte donne, tutte conscie di poter essere l'ennesima coinquilina in procinto di sparire- viene scelta dal nobile e cattolico spagnolo don Elemirio, padrone di casa che non ne esce più -anche la messa arriva a lui privatamente- come convivente affittuaria.
E se 'la cucina è un'arte e un potere', è una crema a base di tuorlo d'uovo, servita in una tazzina d'oro massiccio -'il colore stesso della luce, modulato dal più opaco al più brillante'- a far scattare la scintilla fra i due.
Una scintilla che ignora il buio della camera oscura, unica stanza dove a Saturnine non è permesso entrare.
Luogo che, nelle chiacchiere con l'amica, così come in quelle con don Elemirio, si rivela essere causa della sparizione e prigione eterna delle otto precedenti donne vissute nella casa.
Ma il giallo è il colore della luce, e nello spettro completo che comprende la totalità e l'assenza dei colori, corrisponde a Saturnine.
Niente di più facile, allora, che rischiarare il buio della stanza proibita, ma, come profeticamente dichiarato, per non essere infastidita, a una delle affittuarie rivali -'Vengo dal Kazakistan. Sa i cosacchi, i guerrieri più feroci del mondo. Appena qualcosa ci infastidisce...'- qualcosa infastidisce la ragazza...
Il giallo è pur sempre il colore dell'oro!
Geniale come al solito, anzi di più, Amélie Nothomb, col suo Barbablù [Voland edizioni], ci guida in una storia dove tutto è ovvio e non lo è, dove il sogno è realtà e la realtà colore. Dove l'amore è segreto e la sua rivelazione morte.
Da leggere nove volte.
Con una luce sempre diversa.

Nessun commento: