sabato 9 luglio 2011

'A' come 'Altro titolo'

E' da un po' di tempo che, ogni volta che entro in una libreria, la mia 'visita' comincia dalla lettera A, settore scrittori stranieri.
A come Abreu, Caio Fernando, scrittore brasiliano vissuto nella seconda metà di quel XX secolo che si allontana sempre di più.
La casa editrice Quarup ha pubblicato qualche anno fa il suo 'I draghi non conoscono il paradiso' (titolo e argomento più che stuzzicanti! ;) ), ma, mi spiace dirlo, dalle mie parti, per i canali soliti non è mai arrivato e dovrò ricorrere al solito, fidato, Internet! ;P
Una decina di giorni fa, però, alla FNAC, addirittura sull'espositore verticale dei sudamericani, ho trovato il nome di Abreu su una copertina che ritrae un paio di scarpe alte laccate rosse su un puro sfondo bianco, a presentare, per la casa editrice laNuovafrontiera, 'Dov'è finita Dulce Veiga?'.
Lì per lì sono rimasta genuinamente perplessa.
'E questo cos'è?', mi sono detta, 'Che ci fa qui?'.
Poi non volevo crederci: ero passata pochi minuti prima nel summenzionato settore A - scrittori stranieri, senza trovarne traccia!
Infine l'ho preso in mano.
E l'ho lasciato andare (una volta portatomelo legalmente a casa!) solo dopo averlo finito di leggere.
Se l'impressione che questo autore mi sarebbe piaciuto era forte, adesso è una certezza ancora più forte.
Mi piace l'elaborata semplicità del suo esporre fatti concreti, impressioni, sentimenti e ricordi.
Anche graficamente.
'Dov'è finita Dulce Veiga?' è la storia  della ricerca, da parte di un giornalista -la voce narrante- della cantante Dulce Veiga, sua prima intervista, ricomparsa, nella sua assenza, in un momento particolare della vita dell'uomo, nelle vesti della figlia di questa, cantante in un gruppo (punk?)rock.
Dai preliminari dell'intervista alla ragazza, ritorna il ricordo della donna, scomparsa improvvisamente, venti anni prima, alla vigilia di un concerto, in cerca di 'un'altra cosa da trovare', e di cui tutti, marito, amanti e figlia compresi, hanno perduto le tracce.
Tracce che il giornalista è costretto, dopo un articolo sulla cantante richiestogli dal direttore del giornale a (in)seguire per incarico del proprietario del giornale stesso.
I sette giorni durante i quali si dipana l'intera vicenda servono anche all'uomo per tornare a cercare se stesso nel proprio passato, fino, forse, a trovare, pure lui, oltre alla cantante, quella stessa cosa per cui ella ha abbandonato tutto il resto.
I personaggi sono tanti, tutti con un proprio spessore, perché, per quanto invenzione lettteraria, 'Dov'è finita Dulce Veiga?' è una storia di vita.
Reale nei suoi dettagli, pezzi di un mosaico complesso in cui non c'è un elemento dominante, pure se le vicende che seguiamo sono quelle di un tassello chiave che lega a sé un buon numero di altri pezzi.
Il finale è positivamente aperto, nonostante tutto un certo tipo di premesse e situazioni, e sembra indicare la serenità nell'accettare il mondo così com'è nel nostro vissuto come la chiave che apre la porta della speranza nel futuro.


1 commento:

Masimiliano De Giovanni ha detto...

Pensavo di essere l'unico ad aver letto in Italia Caio fernando Abreu. Io e i miei studenti, che ogni anno costringo alla lettura di un racconto dall'antologia "Molto lontano da Marienbad" (Giunti, 1995).
Non so se si trova ancora, ma te la consiglio. Non amo i racconti, preferisco i romanzi lunghi. Ma questa raccolta l'ho molto amata. Ci sono racconti maturi, l'autore già conviveva con la malattia, ma altri d'amore, sempre intriganti... Te lo consiglio. E grazie per esserti aggiunta al mio blog.
Massi